BOJANO – Luigi Tagliaferri tra gli Alfieri del lavoro 2014

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BOJANO.  Lo scorso mercoledi, 22 ottobre 2014, al Quirinale di Roma, il bojanese Luigi Tagliaferri ha ottenuto il titolo di “Alfiere del lavoro”. Diplomato con la lode all’Istituto Tecnico Statale per il Settore Tecnologico “G. Marconi”, il giovane ragazzo di Bojano, è stato premiato insieme al Cavaliere del Lavoro Gianluigi Angelantoni. A testimonianza dell’impegno e della motivazione dimostrati nello studio e per stimolare una brillante formazione universitaria e professionale, l’Alfiere Tagliaferri ha ricevuto ieri, 23 ottobre 2014, dal Capo dello Stato l’attestato d’onore e la Medaglia del Presidente della Repubblica.Gli studenti segnalati per questa magnifica iniziativa nata nel lontano 1961, sono stati 1.523, dei quali 1.229 rispondenti ai requisiti previsti (votazione di 10/10 alla licenza media, medie annuali dei primi quattro anni della scuola secondaria superiore non inferiori, per ciascun anno, a 8/10, votazione di 100/100 all’esame di Stato – requisito chiesto successivamente solo per i premiati).

A rappresentare la regione Molise, quest’anno, con grande orgoglio e ammirazione è Luigi Tagliaferri, neo – diplomato e residente a Bojano. Contatto Luigi su Skype e gli chiedo di rispondere ad alcune mie domande. Luigi è nella stanza della sua nuova casa di Roma, dove ormai si è trasferito per frequentare la Facoltà di Ingegneria Aereospaziale. A rispondermi c’è una montagna di ricci ed un’espressione a quanto “seccata”, non ama molto parlare Luigi, ma con un sorriso accenna ad iniziare. 

alfiere del lavoro

1.Come è nata la tua passione per la meccanica?

La mia vera passione per la meccanica e le numerose specializzazioni che derivano da essa è nata con me (ne sono stato da sempre attratto) ed è cresciuta tantissimo soprattutto grazie ai miei professori. Essi giorno dopo giorno mi hanno fatto amare sempre di più ciò che studiavo grazie al loro impegno e alla loro stessa passione. Li ringrazio per questo.


2.  Lo studio per te cos’ è?

Per me studiare significa imparare. Significa soddisfare le mie curiosità verso l’esistenza dell’universo; significa cercare continue risposte a domande sul perchè le cose esistono, come funzionano e perchè sono fatte in quel modo e non in un altro. Più studio, più cresco, più so, più mi sento completo.


3. Quante ore dedicavi e dedichi allo studio? 

Non studiavo molto tempo sui libri, anzi leggevo e imparavo facilmente. Ai “compiti a casa” potevo anche dedicare meno di un’ora. Ciò che invece facevo anche per intere giornate era approfondire o curare un argomento che mi colpiva particolarmente, sia in campo umanistico che tecnico.


4. Il fatto di essere considerato un “secchione” ti ha mai portato ripercussioni negative nella tua classe o magari nella società?

No, anzi è il contrario. Ero molto apprezzato dalla classe ed anche all’esterno di essa. Siamo tutti amici ed anche ora che la scuola è finita ancora ridiamo e scherziamo insieme, ci sentiamo spesso e tra di noi esiste un legame fortissimo. Lo stesso vale per la società. Ho fatto splendide amicizie anche all’esterno della classe e della scuola con tantissime persone che mi hanno dato tanto e che ancora mi insegnano molto.


5.Il fatto di studiare maggiormente numeri e formule ti ha “irrigidito”?

No, anzi, penso che materie matematiche aiutino ad aprirsi verso gli altri e a sciogliersi, visto che fanno ragionare e pensare molto, quindi penso che questo mi abbia fatto acquisire più calma e tranquillità con i rapporti verso gli altri, anzi penso sia proprio così se metto a confronto il me di oggi con quello di 5 anni fa.

 

6. Come hai saputo del premio che stavi per ricevere?

Agli inizi di settembre è arrivata a casa una lettera della federazione nazionale dei cavalieri del lavoro nella quale il presidente della federazione Antonio D’Amato mi comunicava che mi sarebbe stato conferito questo premio. Il mio nome era stato presentato dalla mia scuola alcuni mesi fa.


7. Come ti sei sentito?

Ero molto emozionato e contento. Venivo premiato per le mie passioni, non credo ci sia cosa più bella.


8. Ora cosa fai e cosa ti aspetti dal futuro?

Studio Ingegneria Aerospaziale alla Sapienza di Roma. Il mio sogno sarebbe entrare nel mondo della progettazione. Mi piacerebbe occuparmi del progetto di molte cose, soprattutto nel campo automobilistico e spaziale/aeronautico.

premio pres repubblica

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