BOJANO – “Alla riscoperta della Transumanza e del Tratturo”, evento volto alla sensibilizzazione della nostra terra. Ce ne parla Adriana Niro, giovane promessa della regione

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BOJANO. Domenica scorsa, 19 ottobre 2014, c’è stata una passeggiata ecologica sulle vie del tratturo Pescasseroli-Candela nell’area matesina. “Alla riscoperta della Transumanza e del Tratturo”, è stato denominato così l’evento ideato dall’AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia) in collaborazione con i ragazzi di Campochiaro, che ormai da mesi si stanno battendo contro la costruzione di centrali a biomassa nell’aria matesina. Esponente di spicco in questo contesto è senz altro la bojanese Adriana Niro, laureanda in Lettere e Beni Culturali, amante della storia e della sua terra d’origine. Adriana, giovane promessa della regione, ha deciso di sensibilizzare la popolazione organizzando una giornata dedicata alla natura, ai suoi colori autunnali e alla sua storia. La 21enne, conosciuta a Bojano da tutti per la sua solarità e la sua voglia di vivere, decide di rispondere alle mie domande nel salotto di casa sua. Un ambiente caldo sul giallo e l’arancio. Mi offre un tè e tra un timido sorriso e l’altro, carezzandosi i suoi lunghi capelli ricci, iniziamo l’intervista.

1. Come mai è stata organizzata la passeggiata lungo il Tratturo ?

La passeggiata lungo il Tratturo è stata organizzata per far conoscere non solo la bellezza del territorio molisano, e quindi del significato turistico che la nostra terra potrebbe assumere, se ben valorizzata, ma, per far comprendere l’importanza storica, antropologica e culturale del Molise anche a chi non lo conosce a fondo, ma soprattutto a chi lo governa.

2. Chi l’ha organizzata?

L’iniziativa è stata organizzata da me, in quanto laureanda in Antropologia e Territorio e in quanto, più in generale, studentessa di Beni Culturali, e dal Professore Rocco Cirino, presidente dell’AIIG (Associazione Italiana Insegnati di Geografia).

3. Chi è Michela Ciamarra, guida della giornata?

Michela è un operatore turistico, giovane promessa molisana in un ambito che dovrebbe essere il motore fondamentale per l’economia e l’importanza di una regione così piccola, ma così enormemente importante a livello storico-culturale.

4. Di cosa avete parlato durante questa passeggiata?

Durante l’iniziativa si è parlato della biodiversità del territorio molisano; del Tratturo che, in Molise, è ancora l’istantanea dell’ambiente e dei percorsi intrapresi dagli uomini cacciatori-raccoglitori, in età paleolitica , che utilizzavano gli stessi sentieri nelle loro migrazioni stagionali; delle civiltà della Transumanza, per la pastorizia; dell’importanza rituale, in epoche più antiche, religiosa, oggi, che si da alle mete di questi “Cammini della Fede”, crocevia e punti d’incontro delle popolazioni da sempre; e in fine, aspetto non meno importante, di come si ignorino le bellezze innate del territorio.

5. Quali tematiche storiche sono state affrontate?

Tematiche storiche restano quelle delle migrazioni paleolitiche, della nascita della pastorizia, alla base del Neolitico e dei “Cammini della Fede” medievali e ancora attuali.

6. Quanta gente ha preso parte all’iniziativa?

Purtroppo non si è raggiunto un numero molto superiore alle cento persone, nonostante l’importanza dell’evento anche per la sensibilizzazione al progetto “NOn BIOMASSAcriamo il MATESE”.

7. Servono eventi importanti come questo per la sensibilizzazione?

Servono per l’informazione, in quanto, accanto al “Colosseo”, nell’ambito TERRITORIO, si costruiscano impianti che vadano ad intaccare l’abiente, e quindi a distruggere il nostro MONUMENTO-TRATTURO, unica testimonianza in superficie di un antico passato rimasto inalterato da millenni.

 

8. Perchè la gente non accorre di sua spontanea volontà?

La gente non accorre, spesso per disinformazione, che non nasce solo dal disinteresse, ma anche dai mezzi di comunicazione, che non sempre divulgano in modo adatto, non dando importanza a tutte le cose oppure lasciandole al tecnico, quindi non spiegando tutto come si deve: non siamo tutti ingegneri o dottori in onniscienza, ma, non sempre, tutto ci viene detto per come sia nel concreto. Purtroppo quando una persona sente il prefisso “bio-” è tendenzialmente portata a credere che si stia parlando di una cosa salutare, sia per l’ambiente, che per il genere umano.

9. Cosa pensi della situazione in generale?

Della questione biomassa, credo, prima di tutto, che le Amministrazioni puntino allo sviluppo regionale solo facendo leva sulla produzione energetica, in quanto ci sia una miopia ampiamente diffusa riguardo il turismo e la cultura in genere. Inoltre, sono fortemente contraria all’impiantamento delle centrali, innanzitutto, per l’ampio impatto alla salute, dovuto alla produzione di syngas, responsabili di cancri, tumori, epatiti e di ingenti disfunzioni agli organi adibiti alla riproduzione e poi per l’impatto ambientale, non solo relativamente all’inquinamento ma anche per il conseguente disboscamento del territorio.

10. Cosa pensi della situazione relativa sia all’archeologia e che al turismo molisano a cui non si cede particolare attenzione?

Sfortunatamente, nel periodo di crisi che stiamo vivendo, non si fa particolarmente riferimento all’importanza culturale che il territorio possa offrire, in quanto serbatoio di cultura e di una storia, la quale spesso, malgrado la sua rilevanza ingente, resta celata dalla terra e dal tempo o abbandonata alle mura degli Archivi Storici. Ci sono ancora infinti mondi da scoprire e da studiare su cui le nazioni dovrebbero costruire, non solo la propria identità, ma, un futuro per le generazioni emergenti, quindi, occasioni di sviluppo e di crescita.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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