VENAFRO – Sull’altare della Basilica di San Nicandro una tela che non raffigura Santa Daria

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VENAFRO – Sull’altare della Basilica di San Nicandro, la particolarità della tela di Frate Berardino (Sec. XVIII) che non raffigura Santa Daria. Ce ne riferisce il collega Tonino Atella:

Una particolarità che sta suscitando interessi, commenti ed attenzioni. E’ quella che emerge da una più attenta osservazione della tela del francescano Fr. Bernardino, risalente a fine ‘700, che campeggia sull’altare della Basilica di San Nicandro, Patrono di Venafro e Protettore della Diocesi d’Isernia/Venafro. Il bellissimo dipinto è dedicato alla Madonna assunta in cielo, che è ritratta in alto in aspetto di beatitudine eterna. In basso -in atteggiamenti adoranti- sono raffigurati ad un lato San Nicandro, all’altro San Marciano, vale a dire i due fratelli Martiri, e al centro San Francesco. Non c’è nella tela, ed eccoci alla particolarità, la figura di Santa Daria, secondo tradizione e fede moglie di San Nicandro e a sua volta Martire, assieme al marito ed al cognato Marciano per mano dei pagani, perché il Cristianesimo si affermasse nell’antica e storica Colonia Julia di Venafro nel 303 d. C., ai tempi dell’Imperatore Diocleziano. La mancata raffigurazione della Martire sta suscitando commenti di vario genere a Venafro e, mentre in tanti si riservano giudizi di sorta, c’è chi azzarda ipotesi. Secondo qualcuno, ai tempi della realizzazione della tela da parte del francescano Fr. Bernardino, autore anche del magnifico altare in legno intarsiato e finemente lavorato della stessa Basilica, secondo un’abitudine storica della famiglia francescana che usava impreziosire i luoghi di culto in propria custodia con lavori di altissimo artigianato e grossa valenza artistica, Santa Daria -è il parere di qualcuno- non era contemplata dalla Chiesa ufficiale del tempo, dal che la tela in argomento priva di tale figura femminile. Solo successivamente, vuoi per il rinvenimento di sepolture e resti mortali nel sottosuolo della Basilica, rinvenimenti -siamo ad inizio ‘900- dovuti all’ostinazione ed all’impegno di un Guardiano e di un Frate della famiglia francescana presente nel Convento di Venafro che scavarono per nottate intere e senza alcun preavviso per rinvenire gl’importantissimi e decisivi resti, vuoi per il diffondersi della crescente fede popolare nei confronti dei tre Martiri della Città, San Nicandro, San Marciano e Santa Daria, fede che a quel punto rese verosimile anche la figura di Daria, solo successivamente all’opera di Fr. Bernardino -risalente, ripetiamo, a fine ‘700- Santa Daria è entrata di diritto e a pieno titolo nella storia cristiana di Venafro e dintorni, assumendo tutti i connotati di personaggio storico e come tale realmente esistito. La stessa Chiesa ufficiale condivise il tutto. Negli anni a venire, ossia dai primi del secolo scorso, il popolo cristiano di Venafro sull’onda della crescente fede popolare nei confronti della Martire, divenuta a quel punto personaggio storicamente esistito, reale, vero ed effettivamente martirizzata, volle munirsi di Sacro Reliquario della stessa Martire con ossa prelevate nelle catacombe dei martiri cristiani a Roma e “battezzate” come ossa di Santa Daria. Oggi il Reliquario della Martire viene onorato, celebrato e portato in solenne processione assieme a Busto e Testa del Patrono San Nicandro in occasione delle ricorrenze patronali di metà giugno, prima di essere riposto e custodito un anno intero nella chiesa della SS. Annunziata assieme agli altri simulacri sacri. Ecco spiegata -dando credito a tutto quanto esposto- la particolarità, “il mistero”, che poi mistero non è affatto stando alla sopra citata successione degli eventi storici, dell’assenza di Santa Daria nella tela  sull’altare della Basilica di San Nicandro a Venafro, città che venera oggi i Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria con fede certa, assoluta e paritaria.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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