VENAFRO – A rischio abbattimento molti alberi secolari e di alto fusto della città

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VENAFRO – A rischio abbattimento molti alberi secolari e di alto fusto della città. Ce ne riferisce il collega Tonino Atella:

E’ un momentaccio per gli alberi secolari e d’alto fusto di Venafro ! E la gente non sorride affatto …, anzi ! Dopo il praticamente stabilito abbattimento per presupposta pericolosità di uno dei tre pini secolari sul piazzale della Basilica di San Nicandro che da oltre un secolo formano una delle più tipiche “cartoline” della città, è la volta dei lecci di piazza Vittorio Veneto, cuore del centro storico, a finire nell’occhio di chi pensa di fare a meno di alberi secolari con la semplice messa in moto di una sega a motore per tagliare ed abbattere ciò che la natura ha impiegato cent’anni circa a far crescere, che l’uomo per generazioni ha accudito e protetto e che adesso, dall’oggi al domani, non servono più, anzi sono ingombranti e vanno rimossi. E’ esattamente il triste destino che si prospetta per i lecci del “Mercato”, appunto di piazza Vittorio Veneto, messi a dimora in loco appena dopo la prima Grande Guerra ed a ricordo dei caduti venafrani degli eventi bellici del 1915/18. Ebbene il Comune di Venafro sta pensando di ridisegnare la piazza, privandola di buona parte dei lecci che oggi vi vegetano in modo da averla più spaziosa per eventi e tant’altro. E per fare questo occorre sacrificare alberi che tra l’altro ricordano i caduti venafrani nel prima Grande Guerra ? Al lettore appare plausibile, giustificato tutto ciò ? A parte dell’amministrazione comunale in carica certamente si, ma a tanta, tantissima parte dell’opinione pubblica cittadina nient’affatto ! “Comprendiamo le necessità di spazio nel centro storico -è il pensiero diffuso a Venafro- ma suggeriamo di non toccare uno solo dei lecci di piazza Vittorio Veneto, che stanno lì a dare verde ed ossigeno, ma soprattutto a ricordare chi si è sacrificato per la libertà, la democrazia e la Patria”. Altro “tema verde” scottante del momento a Venafro, il programmato taglio di uno dei pini mediterranei  dinanzi al Convento Francescano, intervento sollecitato per la presunta pericolosità dell’albero. “Per accertare la pericolosità di un albero -afferma un esperto di scienze agrarie- occorrono strumenti particolari ed accertamenti ben precisi. Non mi risulta che tanto sia stato fatto, prima di arrivare all’ordinanza sindacale di abbattimento. Suggerisco perciò di non procedere ad alcun taglio, ma piuttosto di potare la chioma del pino in questione per prevenire problemi di varia natura”. Anche qui molte tesi a sostegno di tale ultimo parere.

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