VENAFRO – Cospirazione, la Corte d’Appello Militare assolve quattro carabinieri

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VENAFRO – La Corte d’Appello Militare assolve in via definitiva quattro carabinieri dall’accusa di cospirazione. I dettagli nel contributo inviatoci dal collega Tonino Atella:

Dopo otto anni si è conclusa con l’assoluzione per non aver commesso il fatto una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto tempo addietro diversi militari della Compagnia  CC. di Venafro. Sono stati infatti assolti anche dalla Corte d’Appello Militare, per non aver commesso il fatto, i quattro militari, già appartenenti alla Compagnia Carabinieri di Venafro,  che erano stati accusati da un precedente ufficiale della stessa Compagnia dell’Arma di cospirazione contro il suo comando.  Gli stessi erano già stati assolti con analoga formula dal Tribunale Militare di Napoli per tutti i reati loro contestati. Uno solo di loro, A.P., in primo grado era stato condannato per il reato di diffamazione, ora prescritto. In tal modo D.D.N., A.P., G.R. e A.D.F. , sottufficiali dei Carabinieri a Venafro assistiti nel procedimento dagli avvocati Lucio Epifanio e Franco La Cava del Foro d’Isernia e dall’avvocato Gerardo Marrocco del Foro di Santa Maria Capua Vetere, hanno potuto tirare un grande respiro di sollievo e abbracciare i familiari guardandoli serenamente negli occhi. Si è concluso così  l’ultimo atto di quello che è stato il periodo più nero della Compagnia Carabinieri della città e che ha divorato risorse umane ed economiche. Una miriade di denunce a carico di uomini appartenenti alle Istituzioni, come magistrati, poliziotti, carabinieri di tutti i reparti della Compagnia e del Comando Provinciale di Isernia, 3 ufficiali e circa 15 tra graduati e militari, denunce tutte conclusesi con assoluzioni:  chi dal GIP a richiesta degli stessi PM e chi nei vari gradi di giudizio. A seguito dei fatti loro contestati tanti carabinieri si erano visti costretti a svolgere servizio lontano da Venafro e dalle proprie famiglie, con l’ombra pesante del sospetto sulle loro spalle, tanto che la tensione che regnava in quel momento tra i militari della caserma veniva in qualche modo percepita anche dall’esterno. Nel corso delle diverse fasi dibattimentali, è emersa l’inattendibilità delle accuse mosse a carico di magistrati, ufficiali, carabinieri e graduati sia dell’Arma che di altri Corpi militari, alla fine mandati assolti per non aver commesso il fatto. Altri imputati, come detto innanzi, erano stati prosciolti da ogni addebito dallo stesso GIP, ossia prima ancora di andare a giudizio. Suggestivo nella circostanza il riferimento del giudice ad una favola di Fedro, quella della prevaricazione del lupo sull’agnello, con la citazione “superior stabat lupus, longeque inferior agnus”, a significare quanto avvenuto nella circostanza della presupposta cospirazione.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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