VENAFRO – Palazzina Liberty, il durissimo affondo di Valente ai danni di Sorbo

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VENAFRO – Il suo durissimo affondo contro l’amministrazione comunale, in particolare ai danni del sindaco Antonio Sorbo, l’architetto Franco Valente lo ha sferrato di buon mattino dalle pagine del suo sito personale (www.francovalente.it). “Politica sine operibus, mortua est in semetipsa”, questo il titolo della sua requisitoria, improntata sulla Palazzina liberty e sulla “storia misteriosa di un appalto”:

La Politica senza le opere è morta prima di nascere”. Storia misteriosa di un appalto. Sono passati 15 mesi da quando furono presentati i progetti alla gara per l’appalto dei lavori dell’antico Molino della Corte di Venafro, altrimenti detto Palazzina liberty. Vi ho partecipato anche io insieme a un gruppo di progettisti.

Le future generazione di Venafrani dovranno essere grati alla commissione giudicatrice, composta dall’ing. Mastronardi di Agnone, dall’ing. Moroni di Galluccio e dall’arch. Celino che la presiedeva, che stabilì che il progetto che io avevo sottoscritto con altri professionisti non valeva una cippa e che il progetto fatto da uno sconosciuto gruppo di Campobasso fosse il migliore. Prendo atto!

Dopo la gara due imprese hanno fatto ricorso al TAR per essere state escluse e il TAR del Molise non le ha riammesse, sicché non vi è da almeno quattro mesi alcun ostacolo perché si dia inizio ai lavori. Un’amministrazione che ha al suo vertice un sindaco inconcludente e inadatto a gestire un Comune che, grazie a Dio, non ha manco problemi complessi.

Un Comune dove basterebbe un minimo di buon senso per fare grandi cose perché ha un grande patrimonio storico, tante risorse intellettuali, una posizione geografica invidiabile, una popolazione sostanzialmente onesta. Un sindaco che per decenni è stato profeta di sventure attribuendo a Michelone Iorio e ai suoi alleati tutte le responsabilità per i disastri a cui la città andava incontro.

Un sindaco che, preso dalla sindrome della propria impotenza politica sinistroide, si è piegato alla destra storica locale (Fratelli d’Italia e Finiani) e, dopo una dichiarazione di pentimento, si è inginocchiato davanti a Michelone Iorio che, dopo averlo perdonato, gli ha consentito di fare il sindaco. E mentre Michelone se la ride, Venafro affonda.

La peggiore amministrazione degli ultimi 153 anni. Non si è vista una sola opera pubblica iniziata. Incarichi professionali dati senza bandi pubblici a compari e comparelli con i peggiori criteri di ripartizione clientelare. Tutti incarichi conferiti con i metodi della peggiore classe politica regionale. Adesso stiamo assistendo alla celebrazione della incapacità amministrativa con l’appalto dei lavori alla Palazzina liberty.

Ho offerto la mia disponibilità a dirigere i lavori a un prezzo stracciato. Credo di essere il massimo conoscitore di quell’edificio che costituisce da mezzo secolo un cruccio per i Venafrani e una sorta di sfida per chiunque ami questa città. Pur di escludermi da questo incarico il sindaco ha fatto un accordo con il Ministero per i Beni Culturali che si è dichiarato disponibile a fare una direzione dei lavori a “costo zero”! Una soluzione geniale per farmi fuori, ma anche per evitare che qualcuno di Venafro possa intromettersi nella gestione di un appalto particolarmente complesso.

Adesso noi Venafrani stiamo alla finestra. Vediamo cosa sa fare questo sindaco che per decenni ha tuonato contro l’incapacità dei suoi predecessori. Aspettiamo con ansia di leggere come verrà definito il contratto di appalto. Vedremo se le clausole contrattuali prevederanno quel punto fondamentale che permetterà di capire immediatamente se l’amministrazione ha trasformato l’appalto “a corpo” (cioè “chiavi in mano”) in appalto “a misura”.

E’ un punto fondamentale dell’appalto che nessuno ancora conosce. Se nel contratto l’impresa verrà pagata con il sistema “a corpo”, l’impresa dovrà garantire che alla fine dell’appalto il Sindaco con la fascia tricolore possa tagliare il nastro e il popolo di Venafro possa entrare nella Palazzina liberty restaurata e trasformata in un edificio “antisismico”. Se, invece, l’impresa verrà pagata con il sistema “a misura”, vuol dire che i Venafrani si possono scordare di entrare in questo edificio.

Si cominceranno a trovare le sorprese geologiche, le sorprese strutturali, le sorprese per i materiali inquinanti che vi sono depositati e il cui smaltimento costa cifre imponenti. Si dovranno effettuare costosissime perizie di variante e l’opera resterà per altre generazioni nello stato in cui si trova.

Se io fossi Direttore dei Lavori non dormirei la notte pensando che quell’edificio, con quei pochi soldi a disposizione, con quel progetto che non può tenere conto della vera consistenza muraria delle opere già consolidate, con la presenza di materiale inquinante estremamente pericoloso al suo interno, possa diventare un centro polivalente della cultura a Venafro con le caratteristiche di un edificio antisismico.

Questo è il punto più delicato dell’appalto: a opere finite il Direttore dei Lavori dovrà certificare che quell’edificio è ANTISISMICO! Il Sindaco ha lanciato la sfida e noi, poveri cittadini inermi, aspettiamo i fatti. “Politica sine operibus, mortua est in semetipsa”. La politica senza le opere è morta prima di nascere!

 

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