VENAFRO – Il direttore del Pronto Soccorso getta la spugna, “de profundis” per l’ospedale

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VENAFRO – Il direttore del Pronto Soccorso getta la spugna, per l’ospedale è l’ora del “de profundis”. I dettagli nel contributo del collega Tonino Atella:

Siamo al “de profundis”, checché se ne voglia dire o fare ! Il “SS. Rosario” di Venafro, storica struttura sanitario/assistenziale che i venafrani portavano come autentico loro fiore all’occhiello ed al quale tenevano tantissimo (lo confermano i lasciti economici nel corso dei decenni andati), un tempo punto di riferimento affidabilissimo ed assai ambito dalle popolazioni del Molise occidentale, dell’alto Casertano e della stessa bassa Ciociaria laziale, tanto che tra gli ospedali molisani era quello coi conti in attivo procurando abbondanti entrate finanziarie provenienti da altre regioni e che davano ossigeno alle ridotte risorse economiche sanitarie del Molise, il SS. Rosario di Venafro è forse giunto al capolinea in fatto di assistenza, professionalità e prestazioni medico/sanitarie. L’ennesima e tristissima conferma arriva dal “getto della spugna” del direttore del pronto soccorso del complesso di via Colonia Giulia, il dr. Pastore, il quale ha lasciato l’incarico elencando tutta una serie di plausibilissime motivazioni : la scarsissima domanda e la ridotta affluenza di utenti, la penuria ormai cronica di personale, prestazioni e servizi, la mancanza di reparti/base ad un ospedale degno di tal nome quali chirurgia, ginecologia, pediatria ect. e di riflesso l’impossibilità di assicurare prestazioni efficienti e garantite all’utenza, col rischio anche di andare incontro a problemi afferenti la propria professionalità. Mancano cioè al SS Rosario le garanzie necessarie per la salvaguardia della salute dei malati ed offrire prestazioni sicure sia per i degenti che per gli stessi lavoratori ospedalieri, per cui è bene lasciare prima che accada l’irreparabile. Così l’ha pensata il direttore del pronto soccorso e così ha fatto ! Una decisione forte, che purtroppo inchioda il nosocomio venafrano alla sua dura realtà : l’attuale inadeguatezza del complesso in fatto di servizi, prestazioni ed offerta. Del resto lo confermano dati sotto gli occhi di tutti : discreta affluenza mattutina di utenti solo grazie a laboratori ed ambulatori, corsie e reparti semideserti al pomeriggio dato il ridottissimo numero di ricoverati e nosocomio sfruttato al 30% circa delle sue potenziali capacità strutturali con interi piani e settori del tutto chiusi ed abbandonati, ossia un sottoutilizzo che la dice lunga sulla progressiva ed inarrestabile implosione del complesso sanitario cittadino. Ci sarà il rilancio del SS. Rosario, giuste le attese di tutti i venafrani ? E’ un auspicio di vero cuore dell’intera città, nel ricordo del suo altissimo passato professionale e soprattutto per garantire salute ed assistenza alla gente.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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