VENAFRO – Il racket dell’accattonaggio opera in città ormai da anni. Mendicanti e bambini, tutti provenienti dai campi profughi della Campania e quasi sempre di origini balcaniche, vengono accompagnati in città da gente di malaffare che poi provvede al “recupero” nel tardo pomeriggio.
Le macchine dei “boss”, tutte di grossa cilindrata, solitamente fanno scendere i disgraziati nei pressi della stazione ferroviaria. Raggiunte in fretta le “postazioni” loro assegnate (supermercati e uffici pubblici), i mendicanti passano alla fase dell’accattonaggio vero e proprio. Altri, specie i più giovani, vengono obbligati ad aggirarsi tra le vie della città, dove tentano di piazzare mercanzie varie di dubbia provenienza.
Evidentemente nell’intento di stroncare tale deplorevole fenomeno, i Carabinieri di Venafro hanno fermato e denunciato un 50enne ed una 40enne, entrambi di origine rumena, residenti a Napoli, per “sfruttamento di minori nell’attività di accattonaggio e vendita di oggetti vari”.
I due costringevano i propri nipoti di sei e dieci anni, “invece di frequentare regolarmente la scuola come qualsiasi altro bambino della loro età, a svolgere l’attività illecita aggirandosi tra le auto in circolazione per le strade cittadine, correndo anche un grave pericolo per la loro incolumità”.
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