VENAFRO – Lei, Addolorata Leva, è una dipendente dell’Istituto Carsic di Venafro. Sul proprio profilo Facebook ha pubblicato la foto del suo albero di Natale. Fin qui nulla di strano, se non fosse per un significativo “dettaglio”: in luogo delle classiche luci e palline colorate, l’alberello risulta mestamente “addobbato” di bollette e ingiunzioni di pagamento. A corredo del tutto un commento amaro, dai contenuti inequivocabili: “Quest’anno, grazie ai padroni del Carsic, alla Asrem Molise ed ai sindacalisti regionali, Babbo Natale deve portarmi 5 stipendi e il resto di maggio, altrimenti questo sarà il Natale peggiore che un’onesta lavoratrice potesse immaginare”.
Una forma di protesta pacifica, attuata senza clamore ed in modo “virtuale”, ma di indubbia efficacia quella posta in essere dalla donna di Venafro, chiamata a fare i conti, come tanti altri suoi colleghi, con una situazione fattasi drammatica per colpa della dabbenaggine e dell’avidità di quanti, ad ogni livello, dovrebbero tutelare i diritti di chi lavora. L’indice è puntato contro i vertici dell’Istituto, la classe politica regionale (passata e presente), l’Asrem e gli stessi sindacati.
Angelo Bucci
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