CRONACA – Trasferita in carcere Veronica Panarello, per gli inquirenti è stata lei ad uccidere il piccolo Loris

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CRONACA – “Non l’ho ucciso io, lui era il mio bambino”. Così Veronica Panarello, la madre di Loris Stival, si è difesa davanti ai magistrati della Procura di Ragusa dall’accusa di aver ucciso il figlio di otto anni. Panarello, che è stata trasferita in carcere, ha ricostruito parte della sua vita e respinto tutte le contestazioni fattele dai pm e non ha ammesso colpe. Per gli inquirenti, che hanno proceduto anche al prelievo del dna,  la donna avrebbe agito da sola. L’accusa rimane omicidio e occultamento di cadavere. Il padre del piccolo: “Mi cade il mondo addosso”. La zia del padre: “Chiusi in un doppio e immenso dolore”.

MADRE IN CARCERE – Veronica Panarello è stata trasferita in carcere dalla questura di Ragusa dove è stata sottoposta a un lungo interrogatorio dal procuratore capo Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota, alla presenza del suo difensore, Francesco Villardita. La donna nelle prossime ore dovrà essere sottoposta a interrogatorio di garanzia dal Gip, che quindi deciderà se emettere nei suoi confronti un ordine di custodia cautelare. lA Panarello è stata destinata al carcere di Piazza Lanza a Catania perché la casa circondariale di Ragusa non ha una sezione femminile.
VERONICA, AUTODIFESA E NUOVO INTERROGATORIO – E’ durato oltre 5 ore il nuovo interrogatorio di Veronica Panarello in questura alla presenza del suo difensore Francesco Villardita. Ad ascoltare la donna il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto procuratore Marco Rota. “Non l’ho ucciso io, lui era il mio bambino”, si era difesa nel corso dell’interrogatorio di stanotte Veronica, ancora in veste di persona informata sui fatti, davanti ai magistrati della Procura di Ragusa. Si tratta del primo interrogatorio a cui la mamma di Loris può legittimamente rifiutarsi di rispondere. Ieri fino a notte la donna era stata sentita in Procura, ancora come persona informata dei fatti, ma nel corso del lungo colloquio con i magistrati la sua posizione era diventata quella di un’indagata. Ciò rendeva necessaria la presenza del difensore per proseguire nell’interrogatorio, che era stato quindi aggiornato a stamattina. Veronica davanti agli inquirenti ripete la versione della prima ora: “Ho accompagnato il bambino a scuola e quando sono tornata a prenderlo non c’era più”. “Ve l’ho già detto, non sono stata io. Sono innocente, non ho ucciso Loris”. Il mulino? “Non ci sono andata la mattina che è scomparso”.
TROVATE LE FASCETTE SUL LUOGO DEL DELITTO – L’inviato del programma tv “Chi l’ha visto?” Palolo Fattori ha rinvenuto una fascetta bianca da elettricista parzialmente bruciata sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris Stival, accanto ai fiori deposti in questi giorni. Ha avvisato subito i carabinieri presenti che, pochi minuti dopo, hanno trovato un’altra fascetta nera poco distante, nei pressi del mulino vecchio. I militari hanno fotografato le fascette per un immediato riscontro da parte degli inquirenti.
L’AUTO DELLA DONNA – Tra gli elementi contestati alla donna, sarebbe proprio la sua macchinaripresa dalla telecamera dell’azienda agricola all’ingresso della strada che porta al Mulino Vecchio la mattina di sabato 29 novembre. La circostanza sarebbe emersa nel corso delle ulteriori analisi dei video da parte degli investigatori. Nel rapporto degli investigatori di tre giorni fa, si parlava di un “auto di colore scuro” che passava “senza rallentare” davanti alla telecamera. Ma dalle analisi più approfondite, gli investigatori sarebbero riusciti ad ingrandire le immagini ed isolare il frame in chi si distinguerebbe la Polo nera di Veronica Panarello.
L’AVVOCATO DELLA DONNA – “La mia assistita è un’indagata ma questo non significa che sia colpevole”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Villardita, legale di fiducia della mamma di Loris, Veronica Panarello. Il penalista ha confermato che alla sua assistita è stato “notificato un provvedimento di fermo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere “e che la donna sarà trasferita in questura dove trascorrerà la notte e sarà sentita dalla procura durante un interrogatorio del fermato”.
LE CONTRADDIZIONI DI VERONICA – Nei due verbali fin qui firmati, Veronica si è contraddetta anche su quanto accaduto dopo aver lasciato Loris. La sera del 29 novembre ha sostenuto di esser andata direttamente al corso di cucina al castello di Donnafugata. Il giorno dopo, invece, di esser passata per casa per alcune “faccende domestiche” prima di raggiungere la tenuta, uscendo alle 9.15 da casa. Quel che invece dicono le telecamere è che la madre di Loris rientra a casa alle 8.49 e ci rimane fino alle 9.25. Dunque 36 minuti in cui è a casa con il figlio, che a scuola non è mai andato, e in cui parla al telefono una sola volta, alle 9.23, con il marito.
L’AUTO VICINO AL MULINO – Agli investigatori la mamma di Loris ha detto di esser uscita, di esser passata per dei cassonetti con l’obiettivo di buttare il sacchetto della spazzatura dimenticato da Loris e poi di essere andata al castello di Donnafugata. Le telecamere dicono però che alle 9:27:08 la sua Polo era a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio. E 9 minuti dopo viene ripresa da un’altra telecamera posizionata in un punto che, hanno accertato gli investigatori rifacendo il percorso con la stessa donna, si raggiunge in 3 minuti. Cosa ha fatto dunque Veronica in quei 6 minuti nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?
A CASA CON IL PICCOLO – Dopo questo giro, Veronica torna ancora una volta a casa, dove rimane per 3 minuti e mezzo. Poi riparte, le telecamere indicano circa le 9.42, e questa volta va a Donnafugata dove arriverà alle 9.55 circa. Cosa va a fare a casa in quei 210 secondi? Investigatori ed inquirenti ipotizzano che sia andata a recuperare lo zainetto blu con le cinghie gialle di Loris, che non è ancora stato trovato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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