SANTA MARIA DEL MOLISE – Manifesto per l’istituzione del Parco Nazionale del Matese

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Assicurazioni Fabrizio Siravo

SANTA MARIA DEL MOLISE – Un Parco per il Matese, che dia il dovuto risalto al valore naturalistico e ambientale del territorio appenninico compreso tra le province di Campobasso, Isernia, Benevento e Caserta, lo aspettiamo oramai da troppo tempo. E nonostante il tempo sia passato l’esigenza di istituire un’area protetta per l’intero massiccio del Matese rimane di estrema attualità.
Perché un parco è lo strumento più adeguato per gestire, in maniera condivisa, la natura ricca e generosa di questo pezzo di Appennino abitato da lupi e aquile, e ricoperto da foreste antiche che modellano montagne maestose. Ma un parco, nella moderna declinazione che nel nostro Paese deriva dalla corretta applicazione della legge 394/91, è anche una speranza per un’economia basata sulla sostenibilità e sull’uso consapevole delle risorse naturali. E questa speranza dobbiamo coltivarla attraverso l’istituzione del Parco nazionale del Matese per il bene di tutti i cittadini residenti sui due versanti del massiccio, che meritano di vedere riconosciuto il diritto alla tutela della natura e della biodiversità: un bene comune necessario al pari di altri diritti che rischiano di essere negati o violati.
Il valore naturalistico del Matese non è in discussione. Oltre che da studi e ricerche di scienziati, naturalisti, geografi, geologi nel corso degli ultimi due secoli, questo valore è stato definitivamente “sancito” dall’individuazione di un Parco regionale istituito sul versante campano che interessa 22 comuni e si estende per oltre 33 mila ettari, e di 4 aree della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea ai sensi delle Direttive 79/409/CEE (Uccelli) e 92/43/CEE (Habitat) che ricoprono oltre 65,000 ettari dei circa 100.000 di estensione complessiva del massiccio.
Il caso del Matese, infatti, rappresenta un paradosso che si può compendiare col termine di “montagna spaccata”, in quanto mentre sul versante campano già dal 1993 è stato istituito un parco regionale, che è entrato in funzione nel 2002 e non ha inglobato tutti i comuni campani del massiccio, sul versante molisano non sono state ancora attivate forme concrete di tutela: la corretta gestione ambientale e la tutela attiva della biodiversità si scontra così con i confini amministrativi. Come dire che la fauna selvatica è al sicuro se è sul versante campano mentre rischia se si trova su quello molisano! E’ il primo caso al mondo dove la tutela di specie faunistiche e di habitat prioritari (un parco serve a questo) dipende da un confine geografico e non dalle esigenze concrete della fauna e degli habitat da proteggere.
Il Matese è un comprensorio unico, omogeneo e fortemente integrato, e per quanto attiene la tutela degli ecosistemi, il regime delle acque sotterranee e più in generale gli equilibri naturali, ma anche per la valorizzazione degli aspetti storici, sociali e culturali del comprensorio, necessità di uno strumento unitario di gestione e governance: per questo proponiamo di istituire un’area protetta unitaria per l’intero Matese, ampliando l’attuale parco regionale istituito in Campania con le aree di elevato pregio naturalistico del versante molisano.
Una proposta che riprende il lungo lavoro messo in atto da generazioni di ambientalisti che, con lungimiranza e caparbietà, hanno proposto e tenuto vivo questo obiettivo che oggi è molto condiviso tra le popolazioni e gli amministratori locali.
E’ oramai un fatto acquisito per le popolazioni locali che il Parco nazionale è una occasione concreta per porre un freno al rischio di perdere valori unici di biodiversità, e al contempo rappresenta una risposta organica per fermare l’abbandono e lo spopolamento di un territorio che vede troppi giovani costretti a trasferirsi per avere una possibilità di vivere decentemente. Il Parco nazionale rappresenta una strategia unitaria di valorizzazione del massiccio del Matese sul piano della promozione delle sue grandi potenzialità agro–alimentari, turistiche e ricreative, alla stregua di quanto avviene per altre aree che hanno saputo valorizzare questo aspetto di proposta territoriale forte.
Istituire un’area protetta unica tra Molise e Campania, significa dar credito ad un valore ambientale ampiamente riconosciuto, costruire un progetto di sviluppo basato sulla tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, dell’identità e della storia locali, fornendo così risposte per un’area oggi in forte crisi di identità e di prospettive. L’istituzione del Parco nazionale permetterebbe, infine, di dare piena attuazione anche in questo comprensorio al progetto “APE – Appennino Parco d’Europa” e alla Convenzione degli Appennini.
Per questo, e altro ancora, è importante che l’istituzione del Parco nazionale del Matese diventi una realtà per dare un fortissimo e concreto contributo al nostro Paese per il raggiungimento dell’obiettivo di frenare la perdita di biodiversità, ed è al contempo una modalità di intervento più appropriata per salvaguardare un territorio importante da un punto di vista ambientale, storico e culturale, per offrire maggiori possibilità alle popolazioni locali in termini di sviluppo economico sostenibile.
Il periodo storico che stiamo vivendo è caratterizzato da una devastante crisi economica che si ripercuote pesantemente sui lavoratori e sulle imprese molisane e, nella fattispecie, nell’area matesina.
È opportuno, pertanto, che la Regione Molise individui l’istituzione del parco come ipotesi per la definizione di un modello di sviluppo che contribuisca a risollevare l’economia dell’area matesina anche inserendo la proposta nella vertenza inerente la richiesta del riconoscimento di area di crisi che in questi giorni si sta discutendo a livello governativo.
Riprendere e concludere velocemente la discussione sull’istituzione del Parco nazionale del Matese, attraverso un dibattito pubblico, oggi più che mai è di estrema attualità ed è una grande prova di condivisione e di democrazia dal basso. A maggior ragione in questa fase in cui il nostro Paese vive una profonda crisi economica nella quale anche le aree protette, esempi concreti di green economy, sono chiamate a contribuire all’uscita dalla crisi stessa.
PER QUANTO SOPRA ESPOSTO,
I SOTTOSCRITTI ENTI, AMMINISTRAZIONI, ASSOCIAZIONI DEL MONDO CIVILE E DI CATEGORIA
CONSAPEVOLI del valore ambientale del massiccio del Matese, ampiamente attestato sul piano scientifico e convalidato anche da strumenti di tutela internazionali, tanto che:
a) Nell’ambito della Rete Natura 2000 (Direttiva CEE 43/92) dell’Unione Europea, ospita tre Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) per un totale di oltre 60,000 ettari, dei quali quello che interessa il versante molisano, denominato “La Gallinola, Monte Miletto, Monti del Matese”, con i suoi 29,000 ettari rappresenta il SIC più esteso della Regione Molise;

b) La Regione Campania con la legge n.33 del 1993 ha istituito il Parco regionale del Matese
c) Il Ministero dell’Ambiente ha individuato, nel Piano Nazionale per la Biodiversità, il Matese come Area Prioritaria per la conservazione della Biodiversità nell’Ecoregione Mediterraneo Centrale
d) È un’area montana e come tale, secondo il Rapporto “Mountain areas in Europe” (Nordregio, 2004) offre: risorse idriche, diversità biologiche, culturali, agro–alimentari, potenzialità turistiche e ricreative, e rientra nelle aree caratterizzate da svantaggi geografici o naturali ma contemporaneamente ricche di risorse ambientali, culturali, naturali, per le quali la politica di coesione europea prevede strumenti finanziari per migliorare l’accessibilità, promuovere e sviluppare le attività economiche connesse al patrimonio esistente, incentivare l’uso delle risorse, incoraggiare il turismo sostenibile;
CONSAPEVOLI, altresì, del grande valore, storico, culturale e sociale dell’intera area, in cui la millenaria presenza umana ha contribuito a modellare ambienti, paesaggi e siti unici;
CONSIDERATO che:
a) Le risorse naturali del Matese, rappresentate dai pascoli, dalle foreste, ma soprattutto dalle riserve idriche, che forniscono acqua ed energia alla gran parte del Molise e della Campania, ma anche a una buona porzione delle popolazioni della Puglia, sono risorse strategiche per la vita e lo sviluppo che necessitano di un’adeguata tutela;
b) Nel marzo del 1997 le Regioni Campania e Molise hanno aderito al progetto “APE – Appennino Parco d’Europa”, firmando un protocollo d’intesa con le altre regioni appenniniche, confermato attraverso la firma avvenuta a L’Aquila il 24 febbraio 2006 della Convenzione degli Appennini, con l’obiettivo di realizzare su tutta l’area appenninica uno sviluppo compatibile con il patrimonio ambientale e con quello storico culturale attraverso il turismo sostenibile, la valorizzazione dell’agricoltura biologica e tradizionale, il potenziamento dell’artigianato locale e dell’allevamento di qualità;
c) Nella passata XVI Legislatura è stato presentato al Senato il disegno di legge n.2317 per l’istituzione del Parco nazionale del Matese, e nell’attuale legislatura sono state presentate alla Camera due disegni di legge, n. 1987 e n. 2567, analoghe proposte di legge per l’istituzione del Parco nazionale del Matese;
RITENUTO che:
L’istituzione del Parco nazionale del Matese, può rappresentare una formidabile opportunità di sviluppo economico e sociale, per le popolazioni locali in un territorio che più di altri soffre oggi della crisi economica e dell’assenza di prospettive, attraverso le gestione sostenibile delle sue ricchezze naturali, riconoscendo loro, tra l’altro, il ruolo di custodi di queste ricchezze;
Il Matese rimane l’unico gruppo montuoso dell’intera dorsale appenninica a non essere interessato da un’area protetta che tuteli l’intera area del massiccio;
TUTTO CIO’ PREMESSO
Si impegnano a promuovere un dibattito pubblico con le comunità locali interessate e ad attivare, presso il Governo nazionale ed il Parlamento, i passi e le procedure necessarie per l’istituzione del Parco Nazionale del Matese. (Santa Maria del Molise, 6 Dicembre 2014)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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