SCIAME SISMICO – Cresce la paura nella zona del Chianti, nuova raffica di scosse nella notte

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SCIAME SISMICO – Continuano le scosse di terremoto nella zona del Chianti, in provincia di Firenze: una di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 5:07. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9,3 km di profondità ed epicentro in prossimità di Barberino Val d’Elsa, Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa.

Tra la mezzanotte e le 6 di stamani, registrate anche altre tre scosse di magnitudo 3 e una di 3.1. Un forte terremoto, di magnitudo stimata fra 7 e 8, è avvenuto il 18 maggio 1895 nella stessa zona della Toscana nella quale è in corso da ieri uno sciame sismico.

Quello in corso nella zona del Chianti è uno sciame sismico, del quale è “impossibile prevedere la durata”. Lo ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). E’ tipico di uno sciame, infatti, che una scossa di terremoto forte possa seguire ad una serie di scosse più deboli. E’ un fenomeno analogo a quello registrato recentemente in altre zone italiane come il Pollino.

E’ stato di magnitudo 4.1 il terremoto più forte finora registrato in Toscana nell’ambito dello sciame che, a partire da ieri, ha fatto registrare più di 130 scosse. Di queste almeno 10 sono maggiori di 2.5. Le scosse più forti registrate oggi, si apprende dalla Sala sismica dell’Ingv), sono state di magnitudo3.5 alle 1:09, di 3.8 alle 10:39, di 3.0 alle 11:33; la più forte è stata la scossa di magnitudo 4.1registrata alle 11:36; poi quella di 3,5 delle 18:27.
Lo sciame sismico in corso nella zona del Chianti è circoscritto nella piccola provincia di Firenze, nell’area compresa fra Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa. Nella zona colpita dallo sciame sono state già installate dall’Ingv nuove stazioni sismiche.

Mentre una sequenza sismica viene aperta da un forte terremoto, seguito da scosse di magnitudo inferiore, uno sciame sismico consiste in un susseguirsi di terremoti in modo ‘disorganizzato’, senza che sia rispettata la regola gerarchica secondo la quale ad una prima scossa importante seguono scosse di intensità minore.
Per Amato è impossibile prevedere quanto dureranno i terremoti perché ”gli sciami hanno una durata variabile, che può andare da poche ore a settimane e mesi”.
A scatenare i terremoti in Toscana, spiega Amato, è un movimento laterale della faglia orientato da Nord-Est a Sud-Ovest, in modo simile a quanto avviene nei terremoti dell’Appennino. ”Quello che stiamo osservando – ha aggiunto – è coerente con la conoscenza della zona relativamente ai terremoti avvenuti in precedenza”.

Fonte: http://www.ansa.it/

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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