ISERNIA – Fabio Meridiani alla Queen’s Academy, quando suonare significa vivere

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ISERNIA – Al suo attivo ben 5 album. E’ uno dei migliori bassisti d’Europa. E’ “approdato” in Molise dietro invito di Antonello Carozza (noto anche per la sua positiva esperienza a “Sanremo Giovani”), per insegnare la sua tecnica presso la prestigiosa accademia musicale “Queen’s Academy” di Isernia, diretta proprio dall’ex cantante di “Amici”.

E’ Fabio Meridiani, classe 1967, un curriculum di tutto rispetto, inizialmente autodidatta, ma dotato di quella umiltà che contraddistingue i grandi artisti. Quelli che non si considerano mai arrivati. Quelli che credono di avere ancora e sempre tanto da imparare, al punto da dedicare ogni giorno del tempo allo studio di nuove tecniche. Perché, come ama spesso ripetere il versatile musicista romano di primissima adozione: “Se lasci uno strumento per un giorno, lui ti lascia per dieci”.

Meridiani ha scelto la nostra regione per trasmettere le proprie conoscenze, le proprie tecniche, e perché no, comunicare a giovani e meno giovani che si avvicinano al meraviglioso mondo della musica, anche una parte del proprio spessore umano, ingrediente basilare per chi vuole riuscire ad imporsi, e non solo nel panorama musicale.

Avreste mai pensato che un basso da solo potesse fare musica e tenere banco per tutto un album? Se non avete mai ascoltato un Jaco Pistorius o un Marcus Miller “qualunque”, intendo. Jazz, rock fusion, celtic, progressive, pop e le mille anime della musica, sono questi gli ingredienti di “Hexgon”, ultimo lavoro discografico di Fabio Meridiani.

Uscito il con l’importante partecipazione di musicisti molisani quali Francesco Cipullo ( tastiera), Luigi Rinaldi (chitarra),  Michele Milano ( batteria) e Fabio Testa (armonica), oltre a vantare l’indispensabile collaborazione di Soren Jordan, (quest’ultimo collaboratore di Paul Joung Bobby Kimball, Nick Kershaw, Tony Hadley, Maggie Reilly) in qualità di special guest.

Hexagon è un lavoro unico. Nove tracce. Una musica avvolgente, quasi “ambient” in alcuni momenti. Ipnotica e sensuale in altri ancora. Prezioso cameo da custodire nella propria libreria musicale. Per chi ama la musica. Per chi se ne intende. O anche semplicemente per chi apprezza ascoltare armonie piacevoli. Dove lo “strumento più frainteso della storia”, come è stato spesso definito il basso, è protagonista indiscusso.

Un’evoluzione continua, è questa la vita, esattamente come il basso, che partito da quattro corde, può evolversi in cinque o anche sei. Che è il cuore di un brano musicale. Che imprime il ritmo. Il tempo. L’anima. E che può, se opportunamente accompagnato, far musica anche da solo. Una musica sublime.

Grazia Colardo

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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