VENAFRO – “Pia Unione” latitante, la chiesa di San Sebastiano versa nel totale abbandono

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VENAFRO – No, non è proprio lo stato in cui va tenuta una Chiesa, stante la diffusa fede cristiana dei venafrani. Ed invece quella di San Sebastiano, centralissimo ed enorme luogo di culto che si affaccia su Piazza Garibaldi, cuore di “Porta Nuova”, rione storico della città, versa in una condizione impossibile, assolutamente indegna per un sito religioso. Umidità diffusa su tutte le pareti, in ogni angolo e sugli stessi arredi sacri, pittura scrostata dappertutto e sostanziale abbandono della struttura, che è di proprietà della “Pia Unione SS.ma Annunziata”, antica fondazione cittadina di carità, proprietaria di chiese (oltre a San Sebastiano, le appartiene anche l’Annunziata), immobili e terreni, gli ultimi due frutto di lasciti privati dei decenni trascorsi.

Parla dell’indecoroso stato di San Sebastiano il suo Rettore, don Salvatore Rinaldi: “La chiesa in questione non è della Curia Diocesana bensì della Pia Unione di Venafro, che di conseguenza deve provvedere alla sua tenuta, all’efficienza strutturale, all’accoglienza dell’immobile e al decoro degli ambienti, degli arredi e dei banchi. Ed invece sono anni che tutto ciò non avviene. Soprattutto mancano interventi per risolvere la diffusa umidità in tutta la chiesa e la ritinteggiatura integrale del luogo sacro e dei diversi ambienti, che si presentano in condizioni tutt’altro che decenti ed accoglienti. Personalmente ho sollecitato questo e tant’altro per migliorare aspetto, accoglienza ed arredo di San Sebastiano, ma purtroppo gl’interventi tardano. L’umidità, che entrava dalle pareti laterali, ha rovinato tinteggiatura ed altro, ma la situazione purtroppo è rimasta tale. Colgo l’occasione per invitare nuovamente la Pia Unione, che tra l’altro ha richiesto la restituzione dell’immobile confinante di via Amico da Venafro dov’era ospitata la Caritas Diocesana per allestirvi la propria sede amministrativa peraltro senza mai farlo, ad intervenire finalmente su San Sebastiano restituendole decoro, decenza ed accoglienza, ovvero tutto quanto oggi non esiste più ! Va ripulita, risistemata e rimessa in sesto in toto, perché torni ad essere chiesa di nome e di fatto”.

Giriamo la condivisibile istanza dell’uomo di chiesa ai vertici della fondazione perché si adoperino al fine di restituire a San Sebastiano tutto quanto da anni ha perso con somma contrarietà dell’intera comunità cristiana di Venafro. Del resto per condividere l’istanza del suo Rettore don Rinaldi basta entrare a San Sebastiano ; si resta letteralmente senza parole nel constatare l’impossibile stato del sito religioso di “Porta Nuova”, un tempo bello ed accogliente, ma oggi tutt’altro!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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