ISERNIA – Applausi e consensi per il concerto dell’Orchestra di Kiev diretta dal maestro Fernando Raucci

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ISERNIA – Per iniziativa del maestro Fernando Raucci si è svolto nell’Auditorium dell’Unità d’Italia di Isernia il concerto di Capodanno. Lo stesso Raucci, che da due anni si occupa dell’evento – da quando cioè è stata chiusa l’orchestra regionale del Molise – ha diretto l’Orchestra della Radio Televisione di Kiev, in una serie di brani che sono piaciuti per il grande livello di esecuzione e per la buona efficacia interpretativa.
Nella prima parte del concerto, il pubblico ha avuto modo di ascoltare i brani ormai tradizionali del capodanno viennese (Strauss, Hoffenbach, Brahms), diretti dal concertatore ucraino. Raucci ha diretto la seconda parte del concerto e ha voluto inserire Verdi, Rossini e Bizet, in linea con quanto viene proposto da qualche tempo alla Fenice di Venezia, nel tentativo di dare visibilità anche ai compositori non mittleuropei. In effetti, l’investimento viennese sulla musica del Capodanno è una bellissima trovata di marketing ma Verdi ha a che fare con il periodo natalizio quanto i valzer di Strauss e quanto qualsiasi altro compositore.
Un concerto di Capodanno sorprendente per la qualità di quanto proposto. Suonare non significa soltanto trasporre in suono quanto scritto su uno spartito. È anche restituire agli ascoltatori il timbro, i volumi, il tempo, l’intensità e le accelerazioni, il corpo e l’anima, la forma e l’idea che il compositore ha immaginato e sentito. È difficile trovare tutto ciò in una esecuzione preparata per il Capodanno di una piccola città di provincia. All’Auditorium di Isernia, invece, è accaduto il miracolo per merito di musicisti seri e rigorosi e di due direttori capaci e profondi. Si è avuta la possibilità di ascoltare non solo archi precisi e virtuosi (com’è nella tradizione delle orchestre dell’Est) ma anche legni assolutamente fuori dal comune. Oboe, flauto, corno e fagotto di grandissimo livello.
Ai due direttori il merito di aver amalgamato il tutto in un suono denso e intenso e di aver dato qualità a musiche che rischiano, nel loro utilizzo ormai specialistico, di diventare refrain di facile orecchiabilità.
Fernando Raucci ha dato ulteriore prova di capacità interpretative e di precisione e sicurezza del gesto direttoriale. Le sue indicazioni, messe in atto dai puntuali esecutori ucraini, hanno efficacemente restituito al pubblico quanto era nelle intenzioni dei compositori.
Giovanni Petta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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