VENAFRO – Caso “baraccati”, il pubblicista Atella controreplica al sindaco Sorbo

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VENAFRO – Di seguito pubblichiamo integralmente la replica del pubblicista Tonino Atella al sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, circa la questione di un alloggio popolare da reperire a Venafro per i “baraccati” del Campaglione, la coppia -53anni lei e 57 l’uomo- che dal gennaio 2014 vive in una baracca metallica tra i plurisecolari oliveti della Cattedrale:

Entro subito nel merito della questione per non tediare il sin troppo paziente lettore su una vicenda che si protrae da un anno, esattamente dal 14 gennaio 2014, giorno in cui Paola e Pasquale, i “baraccati” di Venafro, si videro costretti per le avverse vicende della loro esistenza (in parte da loro stessi procurate…) a rifugiarsi nell’uliveto dell’uomo, unico bene loro rimasto, vivendo tra quattro contortissime lamiere metalliche senza wc, senza energia elettrica e con 270 euro mensili, frutto dell’assegno d’invalidità della donna.

Abusando -è proprio il caso di dirlo- dell’ospitalità di media e di colleghi pubblicisti regionali, che evidentemente nutrono fiducia e stima nei confronti dello scrivente (cosa che evidentemente a qualcuno, leggi Sorbo, sindaco di Venafro, non tanto va a genio … !), sto scrivendo da un anno che -se è vero come è vero che l’Italia e gli Italiani sono nazione e popolo civili e democratici- è doveroso trovare una sia pur modesta soluzione abitativa per i “baraccati”, offrendo loro le classiche “quattro mura” non importa se ridotte al minimo essenziale purché decorose e decenti, e togliendoli finalmente da uno stato che definire “da terzo mondo” è dire poco !

In tale ottica, squisitamente socio/umanitaria, va inquadrato l’ennesimo servizio giornalistico sul tema a firma dello scrivente, passato ai media regionali ed ospitato da tutti, e che invece ha tanto spazientito, contrariato il sindaco di Venafro, anche nella circostanza puntuale censore gratuito di idee e comportamenti altrui ! Così come in tale prospettiva va intesa l’intervista all’ex direttore dell’Iacp d’Isernia, arch. Valente, fatta oggetto di articolo in ragione della citata professione del nostro, persona certamente informata della situazione di fatto circa la presenza di alloggi Iacp a Venafro, a prescindere se comunicati o meno al Comune.

E comunque, pur ammettendo -ma non concedendo- che non ci siano alloggi popolari vuoti, non assegnati e quindi disponibili nel centro storico di Venafro, anche se Valente giura il contrario, è qui il caso di ribadire l’iniziale, unica e sola finalità/istanza dello scrivente sul tema datatissimo dei “baraccati” della nostra città : la necessità, il dovere sociale, prima ancora che amministrativo, di tirar fuori Paola e Pasquale da quell’uliveto e da quelle impossibili lamiere per alloggiarli una volta per tutte tra “quattro mura”, modestissime, senza pretese, ma pur sempre “mura”, attesi le impossibili loro condizioni al Campaglione, la cecità civile della donna e lo stato di salute non eccellentissimo dell’uomo, che tra l’altro ha necessità di operarsi d’ernia.

Ed invece, questo è doveroso che si sappia, l’amministrazione Sorbo da un anno non ha alzato un solo dito per “i disgraziati” del Campaglione, non si è degnata mai di farsi vedere sul posto, non ha preso affatto in considerazione interventi di sorta (addirittura, nemmeno la richiesta … carriola di brecciolino all’ingresso della baracca per coprire fango, melma ed acqua in cui i due sono costretti a vivere !), ma soprattutto -e rieccoci al vero ed unico punto dolens della questione- non è riuscita a reperire quanto meno una stanza ed un bagno nel centro storico o altrove per alloggiarvi Paola e Pasquale !

Questo il sindaco Sorbo non ha trovato tempo e modo per farlo, mentre -more solito- non ha perso occasione per assurgere a censore non richiesto di comportamenti e idee altrui, nel caso in essere dello scrivente. Il quale sarebbe responsabile di avere idee diverse dalle sue, tant’è l’adesione ad un movimento civico per una diversa e migliore funzionalità ed efficienza amministrativa locale, e come tale non attendibile ! Vuole vedere, sindaco, che non avendo idee in linea con le sue, oltre all’inattendibilità non si ha nemmeno diritto a scrivere ed informare ?

Mi viene spontaneo chiedermelo dopo la sua ennesima ed inopportuna sentenza circa la mia (a suo parere, presunta) scarsa deontologia giornalistica e professionale, da additare ai direttori di giornali per la mia estromissione immantinente da qualsiasi testata ! No, Sorbo, lasci perdere di fare il censore, non sentenzi gratuitamente ad ogni pié sospinto, non stia a dare dritte a destra ed a manca, ma piuttosto tolga dal freddo e dall’umidità due suoi concittadini, che probabilmente non la penseranno come lei  -ai …, ai …, altra colpa enorme ?- ma chiedono a noi tutti, lei compreso, ed hanno il sacrosanto diritto di vivere dignitosamente”.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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