MONTERODUNI – Lettera aperta di Tonino Atella: “Come passano il tempo gli immigrati ospiti presso l’Hotel Holiday”?

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MONTERODUNI – Da oltre un anno un centinaia e passa di giovani africani, sbarcati sulle nostre coste a bordo dei purtroppo famosi barconi o gommoni della disperazione, vivono a spese dello Stato Italiano -leggi, di noi contribuenti- in una struttura turistica di Monteroduni. Questa, prima dell’arrivo di tali extracomunitari, lavorava nella ristorazione e nell’alloggio in genere ; nell’ultima annualità ha trasformato in toto la propria offerta, adeguandosi appunto all’ accoglienza di tali giovani africani. Costoro, a meno di cambiamenti dell’ultima ora, sono tutti maschi, hanno un’età compresa tra i 20 e i 40 anni, e sono di nazionalità diverse sempre del continente nero. La maggior parte di loro sono del centro Africa, come dimostra il colore decisamente scuro della pelle, tipico dei Paesi del centro Africa. Mesi addietro si ricorda una loro protesta per il vitto ricevuto. Chiedevano una maggiore varietà di cibo, in particolare di mangiare carne nel corso della settimana e sottolineavano di non gradire ogni giorno la pasta, chiedendo alternanza nel vitto. Le domande maggiormente ricorrenti oggi, dopo oltre un anno di permanenza di tali giovani africani nella struttura recettiva di Monteroduni, ovviamente interamente a carico dello Stato Italiano, ossia dei contribuenti in genere : cosa fanno, come vivono e come trascorrono le giornate ? Svolgono lavori, mansioni, studiano o non fanno alcunché ? Hanno cioè prospettive o sono senza un futuro certo ? Premesso che nei dettagli la situazione sfugge ad ogni controllo e quindi ad ogni certezza, è possibile solo dire che al mattino presto li si notano a decine mentre attendono il transito di pullman di linea per il Molise interno o altre direzioni, che nel corso della giornata in diversi si aggirano per Venafro ed Isernia elemosinando, mentre altri restano in loco, a Monteroduni e dintorni, senza far nulla. Non risulta che studino, che frequentino corsi professionali e che abbiano prospettive certe per il futuro. Tali africani da oltre un anno sono come “parcheggiati” nel complesso recettivo di Monteroduni, dove mangiano, si svagano, s’intrattengono a parlare e si riposano coi fondi della collettività italiana ; tra l’altro, oltre a vitto ed alloggio, ricevono anche una “paghetta” dalle nostre istituzioni repubblicane. Soprattutto, è questo l’aspetto più inquietante e preoccupante dell’intera faccenda, non hanno alcuna prospettiva, certezze per il loro futuro. In effetti pare che non studino, che non frequentino corsi professionali propedeutici all’inserimento nel mondo del lavoro, per cui la loro persistente permanenza a Monteroduni e nel Molise occidentale non avrebbe sbocchi, non contemplerebbe inserimenti occupazionali o altro. I nostri cioè appaiono destinati a restare senza limiti temporali in regione, con vitto ed alloggio gratuiti, con la paghetta istituzionale e senza prospettive nel nostro territorio, ricevendo soltanto e senza dare nulla in cambio ! E’ quanto “tocca” al Molise e ai molisani ? Piacerebbe una risposta esaustiva dagli apparati pubblici preposti.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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