VENAFRO – L’ex assessore Tonino Atella: “Giù le mani dal Carsic. Deve restare a Venafro”

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VENAFRO – Da quaranta anni dal Casertano quali operatori privati della sanità sono approdati a Venafro in Molise amministrando il Carsic di via Garibaldi, struttura di ricovero e cura per soggetti con gravi patologie psichiatriche, che attualmente assommano a 120 unità (90 molisani, 30 extraregionali) a fronte di 105 lavoratori interni, società esterne di servizi e specialisti. Gestiscono cioè la più grande “fabbrica” della città sotto l’aspetto occupazionale e finanziario, e sino ad un paio di anni addietro erano ottimamente considerati dall’opinione pubblica del posto, addirittura portati “in palma di mano” per i posti di lavoro e le mensilità che garantivano a tante famiglie. Da un paio di annualità, persistendo le difficoltà economiche  dell’istituto che infatti è in debito di poche mensilità (tre ?) nei confronti dei propri dipendenti, la storia, la considerazione e la nomea che li riguarda è profondamente peggiorata. Oggi parte dell’opinione pubblica venafrana, in primis taluni lavoratori del centro di via Garibaldi in credito di mensilità arretrate, non esprimono affatto giudizi teneri nei confronti della proprietà dell’istituto, addirittura additata di colpe gravissime, come se volesse sottrarsi alle proprie responsabilità. L’autodifesa del binomio attualmente al timone dell’istituto : “Da 40 anni -affermano Ernesto Caterino e l’avv. Giuseppe Esposito, rispettivamente presidente e componente del consiglio di amministrazione del Carsic- gestiamo questo centro, garantendo assistenza, ricovero, economia ed occupazione. I nostri problemi finanziari, dai quali dipendono le poche mensilità arretrate non riscosse dai 105 lavoratori e che speriamo di risolvere a breve in quanto comprendiamo benissimo le difficoltà di chi lavora e delle loro famiglie, scaturiscono notoriamente dal mancato adeguamento da parte dell’Asrem Molise della retta giornaliera di ricovero per ciascun ospite ferma al 2005 e che è di € 109. Da dire comunque che il Tar Molise, cui abbiamo fatto ricorso, ha riconosciuto l’aumento della retta di ricovero, che dovrebbe passare a € 160/170 al giorno, ed attendiamo il pronunciamento finale del commissario ad acta del Ministero della Sanità, così come c’è da riferire che l’aumento Istat prevede un sia pur modesto ritocco della retta da € 109 ad € 120”. Il prosieguo dei chiarimenti degli amministratori del centro di via Garibaldi : “In merito a tale delicata e complessa questione finanziaria c’è da aggiungere che mentre l’Asrem Molise paga nei termini, trattenendo il 20% per l’adeguamento annuale dei conti, le altre regioni -al Carsic ci sono 30 ricoverati extraregionali, per i quali devono pagare le rispettive regioni di appartenenza- sono in netto ritardo, per cui i nostri problemi finanziari lievitano. Ciononostante continuiamo a garantire occupazione, assistenza, ricovero e mensilità, salderemo le spettanze arretrate non appena riceveremo il 20% di residuo dall’Asrem e ci impegniamo quotidianamente per questo Istituto. Voci  su presunti nostri comportamenti negativi però continuano a circolare e fanno male a questo centro e a noi stessi come imprenditori”. Questa oggi l’immagine del Carsic, la più grande “fabbrica” della città. Non è che dietro tutto quanto sta avvenendo nell’istituto di via Garibaldi siano in atto le classiche “grandi manovre “ per mettere le mani sul centro e rilevarlo ? Un interrogativo consistente, che desta perplessità. Dal canto suo l’opinione pubblica del posto, alla pari delle maestranze interne ed esterne del Centro, hanno un unico concetto ben fermo nella mente : che il Carsic non lasci Venafro e che continui a garantire lavoro ed economia in loco, proseguendo la propria insostituibile attività medico/assistenziale/professionale nei confronti di soggetti con gravi patologie psichiatriche.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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