
VENAFRO – Dall’ex assessore comunale Tonino Atella riceviamo (e integralmente pubblichiamo) il seguente intervento:
Michele Petraroia, assessore alle politiche sociali della Regione Molise, ha visitato ieri la baracca di Paola e Pasquale, i “baraccati” del Campaglione che da un anno -esattamente dal 17 gennaio 2014- vivono tra quattro lamiere contorte nel loro piccolo uliveto a nord della cattedrale senza wc ed energia elettrica. L’assessore regionale, espressamente invitato con telegramma dalla coppia, non ha indugiato a raggiungere i due, presentandosi dinanzi al triste ricovero di Paola e Pasquale. L’incontro ed il colloquio che ne è seguito è stato quanto mai essenziale e crudo.
“Raccontatemi la vostra storia”, ha chiesto Pietraroia ai due e Pasquale, il capofamiglia, ha esposto tutto il loro calvario, le tante istanze alle diverse istituzioni locali e provinciali, e l’assoluta assenza di tutti, a partire dal Comune di Venafro. Sempre l’amministratore regionale si è informato di eventuali proprietà e delle entrate economiche della coppia, apprendendo da Paola e Pasquale di non possedere null’altro se non l’uliveto dove si sono rifugiati e di entrate mensili per circa 500 euro tra invalidità e cecità civile della donna.
“Cosa chiedete ?”, ha ancora domandato Pietraroia, mentre si guardava attorno esterrefatto e senza parole per la situazione che aveva dinanzi agli occhi. La risposta di Pasquale: “Va bene un alloggio popolare che chiediamo da tempo. A noi comunque sta benissimo anche restare in questo uliveto, purché ci si metta un bagno chimico ed una baracca metallica o di legno più decente di quella in cui viviamo da un anno. Avevamo chiesto un po’ di brecciame per la melma, ma dal nostro Comune per un anno intero nessuno ha alzato un dito”.
Quindi le rassicurazioni dell’assessore Petraroia: “E’ una situazione, la vostra, assolutamente unica in tutto il Molise, drammatica e va risolta. Ho scritto al Comune di Venafro in ottobre e pochi giorni addietro, ma non ho ricevuto risposte. Se un ente non ha risorse o possibilità di risolvere un caso del genere, è doveroso informarne la Regione perché intervenga il governo centrale con le proprie risorse. Da domani tornerò sul vostro caso perché si risolva nel breve in un modo o nell’altro. Certo è che da queste condizioni dovete essere assolutamente tolti !”. Quindi i saluti, garantendo interessamento e senso di responsabilità.
Una volta fuori dall’uliveto di Pasquale e Paola, l’imbarazzo dell’assessore regionale si tagliava a fette. Uniche parole che riusciva a pronunciare tra i denti erano “è incredibile …, impossibile una situazione del genere e così grave senza far nulla ! In tutto il Molise non ce ne sono di uguali. I due vanno assolutamente aiutati come essere umani”.
Tonino Atella
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