VENAFRO – Olio di Venafro, gli olivicoltori chiedono uno sforzo maggiore alle istituzioni

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VENAFRO – Non si è ancora spento l’eco positivo, sotto il profilo dei contenuti e dei programmi futuri, del recente incontro avente come tema l’olio di Venafro e quello di Efraim, villaggio palestinese in Terrasanta, in chiave collaborazione futura per concretizzare assieme profitti e vantaggi economico/occupazionali, stante la bontà sia dell’olio venafrano che di quello palestinese. Entrambi i fronti, quello venafrano rappresentato nella circostanza dal Parco Regionale dell’Olivo col Presidente Pesino e quello palestinese del Villaggio di Efraim presente a Venafro col Fr. Raid, animatore dell’ambizioso progetto oleario orientale e presidente della Caritas di Gerusalemme, si sono trovati d’accordo su un punto basilare : incentivare conoscenza e diffusione di qualità e proprietà del prodotto, in modo da ricavarne il massimo dei vantaggi sotto l’aspetto economico, imprenditoriale ed occupazionale.

“Ci troviamo in perfetto accordo con quanto scaturito dall’incontro con gli amici di Terrasanta  in tema oleario -affermano oggi gli olivicoltori venafrani- e come loro è nostro interesse promuovere tale prodotto, intervenendo sui nostri oliveti, sulla loro manutenzione, sulla cura degli alberi, sulle strade di accesso, nonché su visibilità, notorietà e conoscenza dei nostri uliveti e dell’olio che se ne ricava. Non bisogna però fermarsi alle parole, alle intenzioni, ma passare ai fatti concreti”. Quali, ad esempio, per iniziare ? “Anni addietro sulla spalletta del ponte che scavalca la trafficatissima Via Colonia Giulia, arteria attraversata quotidianamente da migliaia di mezzi su gomma sia italiani che stranieri, era stata apposto a ragione un mega cartellone con la scritta “VENAFRO CITTA’ DELL’OLIO”. Veniva letto ogni giorno da migliaia di persone e certamente serviva ad incentivare l’economia di settore. Improvvisamente tale cartellone venne rimosso e sostituito con altro più generico con scritta “Città di Venafro” ! Un cambio certamente inopportuno e dannoso per il settore olivicolo locale, tanto che da tempo chiediamo che torni ad essere esposto il precedente cartellone, ma non veniamo ascoltati. Sollecitiamo perciò il Parco Regionale dell’Olivo a farsi carico di tale istanza, tornando a pubblicizzare il tipico e prezioso prodotto naturale della nostra terra, l’olio”.

C’é dell’altro di cui l’olivicoltura venafrana ha urgente bisogno ? “Purtroppo si, ed occorre intervenire senza indugi. Ci riferiamo alla necessità di curare maggiormente gli uliveti, con una diversa manutenzione ed una potatura migliore degli alberi. Occorre poi creare i servizi necessari come le strade per accedere coi mezzi motorizzati e meccanici negli uliveti ovunque si trovino. Da noi sono curatissimi ed accuditi i millenari uliveti del Campaglione lato ovest, mentre tutta l’ampia fascia pedemontana orientale resta praticamente senza strade d’accesso e come tale pochissimo curata in quanto difficilmente raggiungibile. Ecco, se si vuole l’integrale ed effettivo decollo dell’olivicoltura venafrana nella sua interezza, conviene prendere in considerazione anche tali aspetti ed intervenire in maniera adeguata”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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