QUIRINALE – Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica, subentra a Giorgio Napolitano

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QUIRINALE – Raccogliendo 665 preferenze al quarto scrutinio, con il quorum ridotto alla maggioranza assoluta (almeno 505 voti), Sergio Mattarella ce l’ha fatta. Il candidato proposto e “imposto” da Matteo Renzi è il successore di Giorno Napolitano. E’ il 12esimo Presidente della Repubblica Italiana.

Un lungo cursus honorum per il politico siciliano nato a Palermo nel 1941, figlio del già ministro Bernardo e fratello di Piersanti, ucciso dalla mafia nel gennaio 1980, mentre ricopriva la carica di presidente della regione Sicilia. Eletto alla Camera dei deputati nel 1983, nel 1987, nel 1992, nel 1996, nel 2001, e nel 2006, Mattarella è stato ministro dei rapporti con il Parlamento, ministro della Pubblica istruzione nel sesto governo Andreotti, da cui si dimise nel 1990 a causa dell’approvazione della legge Mammì sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato in Italia, ministro della Difesa. Si deve a Mattarella l’abolizione della leva obbligatoria.

Anche gli anni successivi a Tangentopoli e alla disgregazione della Dc vedono Mattarella protagonista come promotore delPartito popolare italiano, vicepresidente del Consiglio nel primo governo D’Alema, presidente del Comitato per la legislazione. Per nomina parlamentare, dal 2011, è giudice della Corte costituzionale, eletto con 572 voti: avvocato, ha insegnato anchediritto parlamentare all’Università di Palermo.

Il suo nome è legato anche e soprattutto alla legge elettorale, altrimenti definita Mattarellum, adottata dal 1994 al 2001 e spesso rimpianta nella stagione del Porcellum: prevedeva infatti collegi uninominali e un sistema maggioritario per il 75 per cento degli eletti. Una quota proporzionale assegnava il restante quarto dei seggi mentre famoso resta il meccanismo dello scorporo, per tutelare i piccoli partiti.

E’ uomo di poche parole: la sua riservatezza è già vulgata popolare, anche in rete, se è vero quanto riporta l’Ansa, che avrebbe rilasciato in tutto ventinove dichiarazioni in dieci anni. Quando parla, però, le parole restano: dalla definizione di “incubo irrazionale”, coniata pensando a un potenziale ingresso di Forza Italia nel partito popolare europeo, al secco rifiuto sulla Mammì, ritenendo che “porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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