
POZZILLI – Commozione in paese, per la scomparsa di uno dei cittadini più conosciuti e rispettati. Benvoluto da tutti per l’onestà che lo caratterizzava, Francesco Macera si è spento martedì scorso (3 febbraio), alla veneranda età di 95 anni. Cavaliere del glorioso “10° Lancieri” e poi del “9° di Firenze”, era uno degli ultimi reduci del secondo conflitto mondiale. Sul fronte dei Balcani aveva combattuto contro i nazisti che lo fecero prigioniero e lo rinchiusero in un campo di concentramento.
Sopravvissuto a quella terribile esperienza, improntò la sue stessa esistenza agli ideali della giustizia e dell’uguaglianza. Da “storico” comunista, era “antagonista” del parroco Don Gaetano Mencaroni (venuto a mancare qualche anno fa). In realtà, ben oltre gli steccati delle differenti ideologie, i i due “contendenti” si rispettavano molto. Erano legati da sentimenti di stima e affetto
Nel dopoguerra pretese ed invogliò lo studio delle sue figlie, divenute poi medico la prima e docente la seconda. Per i quattro nipoti “nonno Francesco” è stato un fulgido esempio cui fare riferimento in un’epoca caratterizzata dal disimpegno e dalla perdita di ogni sano ideale.
Angelo Bucci
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