VENAFRO – Corso gratuito di esperanto, docenti Amerigo Iannacone e Giuseppe Valente

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VENAFRO – Sta per partire a Venafro un corso gratuito di esperanto, aperto a tutti. L’appuntamento per il primo incontro, di presentazione, è per il 19 febbraio prossimo, alle ore 16,30 nei locali delCocktail bar GouzArt, Via Caserta 20/22. In tale occasione  sarà fatta una presentazione della lingua e sarà presentato il corso, che sarà articolato in 12 incontri e che, successivamente proseguirà con un incontro settimanale, ogni giovedí dalle 16,30 alle ore 17,30.

Al termine del Corso è previsto il rilascio di un attestato, valido anche come credito formativo per gli studenti. Inoltre ci sarà l’accesso all’esame dell’Istituto Italiano di Esperanto, da tenere in sede, per il rilascio del Diploma.

Le lezioni saranno tenute da Amerigo Iannacone, docente dell’Istituto Italiano di Esperanto e autore del Manuale di Esperanto, e da Giuseppe Valente.

Per informazioni e adesioni: tel. 349.80.46.577 Amerigo Iannacone; 0865900330 Vincenzina Scarabeo; centrostuditretorri@libero.it.

 

Ma cos’è l’esperanto? Si tratta di una lingua creata nel 1887 dal russo Ludwik Lejzer Zamenhof con l’obiettivo di farla diventare seconda lingua di tutti, e quindi di risolvere i problemi della comunicazione internazionale.

L’esperanto è esattamente come deve essere una lingua che è destinata ad avere la funzione di mezzo di comunicazione fra persone e popoli diversi.

1) È facile. La grammatica si articola in sedici sole regole, senza nessuna eccezione, per cui si può imparare in un tempo molto limitato. Qualche esempio: “libro” è “libro” anche in esperanto; “città” è “urbo”; “lingua” “lingvo”; “sí” “jes”; “arte” “arto”; “penna” “plumo”; “vero” “vera”; “finire” “fini”; “amare” “ami”, ecc.

2) La fonetica non presenta particolari difficoltà. Ogni lettera viene pronunciata sempre allo stesso modo, indipendentemente dalla posizione in cui si trova.

3) Un sistema di prefissi e suffissi riduce enormemente il numero delle radici da memorizzare. Qualche esempio: il suffisso “mal-” indica il contrario, per cui se sappiamo che “amico” si dice “amiko”, sapremo anche che “nemico” si dice “malamiko”; se “vero” si dice “vera”, “falso” si dirà “malvera” e cosí via.

Tolstoj, che fu uno dei primi adepti del movimento esperantista, ebbe a dire che «l’esperanto è cosí facile e i risultati che se ne potrebbero avere se tutti lo imparassero cosí grandi, che non c’è motivo per non provare a impararlo».

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