VENAFRO – L’ex assessore Atella: “Il centro storico versa nell’abbandono, senza prospettive di ripresa”

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VENAFRO – Il centro storico di Venafro semispopolato e in buona parte chiuso, nonostante la montagna di soldi pubblici spesi per la riattazione posterremoto e i tanti interventi di privati cittadini per aggiustare in proprio casa. Semispopolamento ed abbandono che dicono dei pluriennali sbagli assommati e dell’impossibilità allo stato di riaprire gli antichi quartieri, riportandovi gente, vita ed interessi. Ce lo conferma la testimonianza di un venafrano. “Mi sono incamminato  -dice il nostro- intorno alle 18 e 30 da Porta Nova, rione storico della città, salendo per via Garibaldi per arrivare a Le Monache, quartiere circostante l’ex Seminario Vescovile oggi sede del Carsic. Quindi ho percorso via Cavour, detta anche “ Salita r’ Crist’ “ che porta alla Chiesa omonima, e da lì via Giambattista della Valle per raggiungere il rione tipico de “Le Manganelle”. Finalmente ho raggiunto il Colle, il quartiere a nord dell’abitato, e dalla via omonima ho imboccato via Redenzione, discesa ripidissima che immette su piazza Cimorelli (il Mercato) prima di continuare a scendere per via Plebiscito, la storica “ Via p’ Rent’ “, un tempo il corso principale di Venafro. Al termine di tale strada, ho percorso sempre in discesa il Canale tornando a Porta Nova, da dove ero partito, attraverso l’arco omonimo. Un paio di km. di strada in ’80 circa, ammirando tutto quanto intorno e notando poche case con le luci accese a significare che c‘era gente all’interno e tant’altre completamente all’oscuro, ossia disabitate”. Quante persone ha incontrato nel corso della passeggiata ? “Nessuna ! Nemmeno un’anima viva per strada ! Solo al termine di via Redenzione, sbucando al Mercato, mi sono imbattuto in un concittadino che abita in zona e in due auto in transito. Praticamente centro storico venafrano chiuso e semideserto. Da un mio calcolo approssimativo, ritengo che gli antichi quartieri siano abitati al 30% circa, con punte abitative al Mercato, nelle vicinanze della chiesa di Cristo ed al Colle, ma col deserto più assoluto alle Manganelle, all’Annunziata ed altrove. Il 70% circa del patrimonio storico abitativo della nostra città chiuso, senza prospettiva alcuna”. Cosa significa per Venafro tutto questo ? “Un fallimento ! Una montagna di soldi pubblici spesi per la riattazione posterremoto, tanti sacrifici privati per recuperare le rispettive abitazioni e la sostanziale inutilità di siffatti interventi alla luce dello spopolamento in atto di quartieri rivelatisi invivibili per mancanza degli spazi necessari alla vita moderna. Belli, architettonicamente attraenti, interessanti sotto il profilo storico i quartieri antichi di Venafro, ma il fatto che le nuove coppie non li scelgano per viverci, preferendo i condomini in pianura, conferma che si è sbagliato tutto in fatto di ricostruzione poster remoto. Bisognava creare spazi per la sua vivibilità, le esigenze moderne ed incentivare le attività economiche in loco. Non è avvenuto ed oggi ci ritroviamo con un centro storico sottoutilizzato, nonostante la sua attrattiva architettonica. Un bel “giocattolo”, ma di fatto inservibile. Peccato !”. Possibile rimediare ? “Lo spero, ma poco ci credo. A confermarlo, come detto, sono le nuove coppie che hanno scelto i condomini della pianura, più vivibili, maggiormente comodi e più attrezzati di tutto quanto”.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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