VENAFRO – L’ex assessore Atella: “Catalogare i reperti storici all’esterno ed all’interno delle costruzioni per favorire il turismo”

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VENAFRO – Idee ed iniziative nuove per far conoscere storia, arte e cultura locali, attirando turisti e visitatori. Si promuovono la città, l’ immagine ed il suo patrimonio storico, favorendo contemporaneamente economia ed occupazione attraverso il turismo culturale. Ma soprattutto, come si diceva, si valorizza siffatto patrimonio storico altrimenti abbandonato, sottovalutato e sconosciuto alla massa.  E’ quanto si prefigge l’idea di catalogare la consistente ricchezza storico/artistica di Venafro che risulta murata, a mò di pietre per costruzioni, sulle pareti esterne di numerose abitazioni private del centro storico. Sulle facciate esterne di palazzi importanti o anche di più modeste case dei quartieri antichi è possibile infatti imbattersi ed ammirare numerose testimonianze del passato -come statue, lapidi, iscrizioni, fregi ect. – nei decenni trascorsi utilizzate per costruire senza badare affatto ad arte, storia e cultura che rappresentavano. Oggi infatti, girando per i rioni antichi di Venafro, ci si imbatte addirittura in una statua murata all’esterno di un’abitazione nei pressi della chiesa di Sant’Antuono, in una grossa iscrizione su pietra lungo il centrale Corso Campano, nel vicolo Parasacco su al Mercato in una lapide funeraria di epoca romana fatta realizzare da un fratello in memoria della sorella Clelia defunta, nello stesso quartiere sono murati all’esterno di edifici pubblici e privati giochi di epoca medievale scolpiti su pietra, nonché incisioni sempre su pietra attestante la terribile peste che investì Venafro nel 1.300 facendo centinaia di morti. Proseguendo, nei pressi della chiesa di Cristo è possibile notare fregi di epoca romana sulla facciata esterna di un immobile storico, lapidi e fregi vari murati all’esterno di abitazioni del rione Manganelle e via di questo passo. Un patrimonio storico/artistico consistente e di valore, che va catalogato, analizzato e se possibile rimosso da dove attualmente si trova per esporlo in maniera più appropriata nel locale Museo di S. Chiara, a disposizione di studiosi, visitatori e turisti. Ne ricaverebbero di certo vantaggi la storia e la cultura della città ma anche la sua economia, ingredienti che soppesati opportunamente consigliano senz’altro di attuare l’idea.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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