VENAFRO – Unanime soddisfazione per la bocciatura, ad opera di Frattura, dello statuto della Pia Unione

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VENAFRO – Era nell’aria, quindi scontato, ma anche vivamente atteso da tanti (la maggior parte) a Venafro per rimettere le cose al loro posto e garantire massima democrazia nella storica Fondazione cittadina, la Pia Unione SS.ma Annunziata, ente nato nel solco dei secolari lasciti di privati sotto forma di beni immobili, terrieri ed economici.

Il riferimento è per la recentissima bocciatura da parte del Presidente della Giunta Regionale Di Laura Frattura, sotto forma di non approvazione, del neo statuto della citata Fondazione, atto proposto dal ridotto consiglio di amministrazione dell’ente e che non aveva trovato consensi e condivisione a più livelli, leggi Diocesi d’Isernia/Venafro, Comune di Venafro, Mario Giannini ex presidente della stessa Fondazione e tanta fetta dell’opinione pubblica locale. Ieri, appunto, poco prima della discussione al Tar Molise del ricorso del Vescovo d’Isernia/Venafro Cibotti, risentitosi per l’immotivata tentata estromissione della Diocesi alto molisana dalla futura amministrazione della Pia Unione, è arrivata la determinazione di Di Laura Frattura di annullare statuto e quanto deciso dall’amministrazione della Fondazione di via Pilla, azzerando il tutto.

Ovvia la soddisfazione di quanti a Venafro avevano avversato sin dal primo momento il nuovo statuto,che  riduceva di molto democrazia, partecipazione ed apertura in seno all’ente. Tra questi il citato ex presidente Mario Giannini, messosi subito di traverso ritenendo quanto deciso dal presidente della Fondazione, avv. Maria Di Lauro, e dai consiglieri Renella/Buono/Mancini assolutamente non in linea coi principi istituzionali e democratici dell’ente, e tale da stravolgerne finalità, democrazia e partecipazione.

Nel merito, Giannini si dice soddisfatto della decisione del Governo regionale, giudicandolo atto dovuto, atteso ed inevitabile alla luce delle forzate novità previste dal neo statuto, come l’estromissione di taluni enti dai futuri consigli di amministrazione e la possibilità da parte dei consiglieri in carica di nominare direttamente nuovi amministratori. Una sorta di “privatizzazione” della Pia Unione, ebbero a dire quanti avversarono d’acchito il nuovo statuto, e di riflesso il venir meno della logica partecipazione democratica nella conduzione della storica Fondazione.

Cosa succederà adesso ? Di Laura Frattura scioglierà il consiglio di amministrazione della Pia Unione all’indomani del varo del tanto avversato statuto ? Si perverrà alla nomina di un commissario ? Si demanderà il tutto al Comune di Venafro per rifondare l’amministrazione della Fondazione ? L’attuale consiglio di amministrazione della Pia Unione ricorrerà avverso l’atto di Di Laura Frattura restando al proprio posto ?

Aldilà di qualsivoglia decisione finale, l’opinione pubblica venafrana nella sua interezza chiede a gran voce massima trasparenza e democrazia nella gestione futura della Fondazione di via Pilla, nel solco e nel doveroso rispetto di quanti secoli e decenni addietro lasciarono i loro beni mobili ed immobili all’ente perché s’intervenisse nel sociale, soprattutto nei confronti di quanti vivevano e vivono nello stato di bisogno e necessità.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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