VENAFRO – Ospedale “Santissimo Rosario”, drammatico appello del personale medico: “A rischio la vita dei degenti”

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VENAFRO – Sono giorni cruciali, drammatici per la sanità regionale, flagellata dai tagli imposti dall’alto e dalla dabbenaggine della classe politica regionale. Quanto sta accadendo palesa in modo inconfutabile l’infimo spessore politico di quanti hanno gestito la cosa pubblica nel recente passato e di quanti la stanno (mal)gestendo oggi.

Mentre la stampa locale riferisce di patetiche “iniziative” tese a “salvare il salvabile”, che vedrebbero seduti attorno allo stesso tavolo i maggiori responsabili del baratro in cui è piombata la sanità del Molise, le strutture ospedaliere “implodono” in un caos che appare irreversibile.

La situazione si è fatta particolarmente critica al “Santissimo Rosario” di Venafro, dove l’ormai cronica carenza di personale e di strumenti, ha raggiunto livelli tali da porre in serio pericolo la vita stessa dei degenti. L’allarme giunge proprio dal personale medico: “Non disponiamo più di reperibilità cardiologiche, chirurgiche, radiologiche ed ecografiche. Gli unici reparti che continuano ad essere operativi, seppure tra mille difficoltà, sono quelli di Ortopedia e Medicina. Il nosocomio ospita soprattutto pazienti di terza età, i quali, notoriamente, vanno incontro a complicanze che richiedono assistenza multidisciplinare, rispetto alla quale non siamo più nelle condizioni di intervenire tempestivamente. Ciò avviene perchè durante il pomeriggio, la notte e nei giorni festivi sussistono gravi problemi di reperibilità cardiologica e chirurgica. Il personale medico ospedaliero lavora in reperibilità sostitutiva. A questo si aggiunge lo specifico del reparto di Ortopedia, che versa in carenza cronica di personale, con accumuli di ferie arretrate, straordinari e turni massacranti. Il personale conta quattro persone più un primario e un solo soggetto preposto per fattività ambulatoriale sulla zona Agnone/Isernia. La situazione risulta insostenibile per il persistere di un oggettivo problema di sicurezza dei pazienti, mancando oltretutto un reparto di terapia intensiva e di rianimazione”.

Tanto non bastasse, di recente la Direzione Sanitaria del presidio ospedaliero di Isernia ha comunicato al primario del reparto di dover sopperire alle carenze ospedaliere con l’istituzione di una sorta di “reperibilità ubiquitaria” (Nota del 31.03.2015, ndr). Stando alle direttive di questa nota, al primario viene ordinato di effettuare la “reperibilità integrativa” ed al personale la “reperibilità sostitutiva” in entrambe le strutture di Venafro e di Isernia.

Situazioni da terzo mondo, insomma, che inevitabilmente fanno crollare gli standard qualitativi dell’assistenza sanitaria e pongono in “bilico” la vita dei degenti. Pochissimi giorni addietro si è corso un serio rischio: un 38enne, vittima di un incidente in agro di Castelpizzuto, era stato ricoverato al “Veneziale” in condizioni critiche, con gravi lesioni agli arti inferiori. Il Primario della UOC del Reparto Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale SS.Rosario Venafro, Dott. Enzo Bianchi, che risultava reperibile contemporaneamente sia nella struttura di Venafro sia in quella di Isernia, per fortuna in tale circostanza non risultava impegnato in altra emergenza, per cui è stato in grado di intervenire chirurgicamente in tempi rapidi. Diversamente sarebbero stati guai grossi per lo sfortunato 38enne.

Finora le rimostranze del personale medico agli enti preposti sono state sempre ignorate. Ma adesso la misura è colma. Dall’ospedale “Santissimo Rosario”, nell’interesse e nella sicurezza dei pazienti e degli operatori, si chiede a gran voce il tempestivo intervento del Ministero della Sanità, affinché vengano garantite le condizioni minime di efficienza e sicurezza, tali da non mettere a rischio la vita dei degenti.

 

PRECISAZIONE DEL DOTT. GIUSEPPE GAGLIARDI

Spettabile Redazione di Molise Network, sarebbe opportuno verificare la veridicità di alcune affermazioni riguardo all’articolo in oggetto. La sera del 1/4/15, l’unico medico reperibile per i due ospedali (Isernia e Venafro) era il dott. Giuseppe Gagliardi, colui il quale ha prestato i primi soccorsi e le prime cure in sala operatoria al paziente citato nell’articolo. Il dott. Enzo Bianchi (primario del Reparto di Ortopedia) era reperibile come sostituto per l’ospedale di Venafro ed ha assicurato la sue presenza, in caso di necessità, presso l’ospedale di Venafro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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