VENAFRO – Il “tagliando” degli ex dissidenti della “seconda ora” e le perplessità dei cittadini

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VENAFRO – Riportiamo alcune considerazioni passateci da diversi lettori, dopo le spiegazioni dei dissidenti della seconda ora al Comune di Venafro, vale a dire Ricci, Tommasone, Valvona e Iannacone (alla prima ora appartengono di diritto l’ex assessore Cifelli e l’ex delegato al cimitero Barile, autori a loro volta di “rumors” sostanziali ma poi compostamente riaccomodatisi), i quali hanno comunicato di aver … fatto il tagliando (l’idea dell’officina è piaciuta a tanti !), di disporre nuovamente di un motore amministrativo in perfetta efficienza e quindi di poter ripartire col resto della maggioranza.

Ricci, Tommasone, Valvona e Iannacone, così la pensa la gente comune, hanno trascurato di spiegare all’opinione pubblica i motivi dei vari incidenti di percorso in questi due anni di amministrazione, del temporaneo spegnimento del motore, del sostanziale rallentamento degli ultimi tempi e soprattutto di dire su quali basi politico/programmatiche riprendono la marcia assieme agli altri della maggioranza.

I quattro sopracitati, stando all’opinione corrente in città, avevano l’obbligo morale e civile di spiegare apertamente alla cittadinanza i motivi della loro impuntata, le ragioni di siffatto dissenso e come hanno pensato di riprendere il cammino e fare squadra dopo aver fatto un sacco di rumore.

“Tanto è doveroso -afferma il cittadino della strada- perché trattasi di gestione della cosa pubblica, temporaneamente affidata loro dall’elettorato in punto di democrazia. Analogo principio – leggi democrazia e rispetto dell’elettore attraverso una costante informativa – deve suggerire a qualsivoglia amministratore di parlare apertamente alla cittadinanza, spiegandosi e spiegando. In effetti una cosa è il privato dove ognuno può fare e disfare a proprio piacimento sempre nel solco della legge, altra cosa è il pubblico dove si sono assunti impegni inderogabili e precisi verso la collettività. In effetti la città vuole sapere e capire come stanno le cose al Comune, come vanno gli accordi di programma, su quali basi si pensa di andare avanti e quali le reali prospettive per la cittadinanza”.

Il prosieguo dell’esternazione popolare : “Non chiediamo parole e documenti programmatici, sistemi ormai desueti, bensì chiarezza, fatti, trasparenza, propositi sostanziali ed impegni”. La conclusione del messaggio della gente agli amministratori : “Tutto questo i dissidenti della seconda ora hanno mancato di dirlo, limitandosi a far sapere che stavano uscendo dall’officina dopo il tagliando. A questo punto non vorremmo che una ripartenza affrettata della macchina, dopo un superficiale ed altrettanto frettoloso tagliando, possa portare ad un nuovo ed irreparabile spegnimento del motore, evento che Venafro non merita affatto !”.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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