
VENAFRO – Un interessante incontro di cacciatori, per lo più segugisti, si è tenuto il 17 aprile nella sede del circolo comunale Federcaccia. Si sono ritrovati insieme cacciatori provenienti dall’intero territorio della Provincia per trattare della caccia, del piano faunistico, di calendario venatorio, delle traversie dell’ATC di Isernia, di ambiente, di ripopolamenti e della qualità della selvaggina.
La relazione introduttiva del Presidente Iannarelli ha evidenziato le criticità del mondo venatorio della nostra Provincia e dell’intera regione Molise. Negli interventi ( Mario Bucci, Pasquale Martino, Vincenzo di Ciurcio, Antonio Amicone, Luigi Conti, Ireneo Di Iorio, Cristian Gentile, Renato Gamberale, Giacomino Scacciavillani, Cosimo Di Paola Giovanni Pizzuti, Ruggiero Pirolli ed altri ) sono emerse con forza le necessità di una corretta gestione del territorio e dell’attività venatoria, unitamente alla inevitabile responsabilizzazione delle istituzioni, le uniche a legiferare concretamente in materia.
Nel dibattito non sono mancate acute ed attente considerazioni sulla gestione della lepre, sulla elevata e problematica diffusione della caccia al cinghiale e sulle sue ripercussioni sulla fruizione del territorio da parte di cacciatori di altre specie , di raccoglitori di funghi e tartufi o di liberi cittadini che intendono godersi la natura e la salubrità dell’ambiente.
Tutti i partecipanti, al di là dell’associazione di appartenenza, hanno apprezzato l’iniziativa tanto che il promotore Iannarelli ha preannunciato ulteriori incontri nei comprensori della provincia d’ Isernia, con l’auspicata partecipazione dei rappresentanti delle Istituzioni.
A conclusione dei lavori, il presidente Iannarelli, riferendosi alle vicissitudini ultime relative al Corpo Forestale dello Stato, ha voluto evidenziare l’apporto notevole ed indispensabile della Forestale in termini di lotta al bracconaggio, di vigile controllo del territorio e di scrupolosa ed assidua salvaguardia dell’ambiente. Per questi meriti indiscussi, direttamente e positivamente connessi con l’attività venatoria e con la tutela del patrimonio faunistico, l’assemblea, unanime, fa voti a Chi di dovere affinché il Corpo Forestale della Stato non venga destrutturato.
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