VENAFRO – La riscoperta della “Conca dell’Oro” grazie alla “passeggiata” de “I Venafrani per Venafro”

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VENAFRO – Finalmente la riscoperta a pieno titolo della “conca dell’oro”, denominazione che le generazioni pregresse erano solite attribuire a Venafro ed al suo ricco e suggestivo territorio naturale costituito da acque sorgive, terreno fertile, clima ideale, coltivazioni e frutti propizi.

E’ emerso a margine della interessante passeggiata promossa da “I Venafrani per Venafro” lungo storia, cultura e natura delle acque sorgive della città a partire dalle fonti del San Bartolomeo, fiume che nasce nel cuore dell’abitato, e condotta dall’ins. Maddalena Scarabeo Ottaviano, persona autenticamente amante dei luoghi che l’hanno vista nascere e crescere.

Venafro quindi a giusta ragione riproposta quale “conca dell’oro”, sottolineando ricchezza ed abbondanza delle sue acque sorgive ed importanza loro conferita sin dagli antichi romani, che fecero della città una delle loro più splendide ed ambite colonie dell’epoca augustea. Risorse idriche abbondanti ed eccellenti per i suoi componenti e le peculiarità, apprezzate dai popoli antichi, intelligentemente sfruttate dalle generazioni del passato, ma purtroppo pessimamente tenute dai contemporanei, viste le condizioni in cui versano le antiche fonti di via Licinio, il lavatoio pubblico, i primi metri di corso del San Bartolomeo e la storica area del “Quadrato”, un tempo la spiaggia, meglio la piscina di tantissime generazioni di giovani venafrani che d’estate l’affollavano dalla mattina alla sera, non avendo possibilità né mezzi per andare altrove.

Di questo e tant’altro si è detto nel corso del pomeriggio deambulante da Ciaraffella, rione storico venafrano, agli antichi mulini ad acqua alimentati dalle sorgenti cittadine, sottolineando i personaggi e le attività manuali ed artigianali del passato, come le lavandaie, i titolari dei mulini, i fabbri e i maniscalchi, i genuini e bellissimi sistemi di vita del tempo andato, in particolare uno dei più suggestivi collegati alle risorse idriche naturali : l’ortocoltura. Tante generazioni di ortolani venafrani a produrre la saporitissima verdura locale, apprezzata ben oltre i confini regionali.

Unica stonata del pomeriggio, si diceva, il pessimo stato delle strutture collegate alle acque sorgive cittadine, come lavatoio comunale (addirittura impraticabile), “quadrato” (ricoperto di erbe e abbandonato a se stesso), prime sponde del San Bartolomeo (ricche di defecazioni umane !)  ect.. Constatazioni amare da parte degli aderenti alla passeggiata de “I Venafrani per Venafro”, in quanto autentici “schiaffi” alla cultura, all’ambiente ed alla storia della città. Prossima passeggiata del movimento mercoledì 20 maggio (h 17,30) con ritrovo in piazza Garibaldi per salire, dire ed ammirare via Porta Guglielmo, lo storico “ Cuanal’ ”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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