VENAFRO – Un’avvilente e desolante constatazione emersa in un contesto peraltro ampiamente positivo, come le sorgenti venafrane : il pessimo stato di abbandono ed incuria in cui versano strutture e servizi collegate alle acque sorgive locali, pur ricche di suggestione, utilissime e storicamente importanti come sottolineato nel corso del pomeriggio promosso da “I Venafrani per Venafro” e dedicato a sorgenti e primi metri di corso del fiume San Bartolomeo, che nasce nel cuore della città, esattamente nel sottosuolo del rione Ciaraffella. Nella circostanza si è andati dalle sorgenti di tale corso d’acqua dolce agli antichi mulini ad acqua, soffermandosi su fonti adiacenti, vasche per coltivazione e pulizia degli ortaggi, ricorsa storica di Venafro, sugli antichi mulini ad acqua, sui mestieri e i personaggi collegati alle risorse idriche naturali, su lavatoio e mattatoio comunali, sulla storica centrale della SME per la produzione dell’energia elettrica grazie alla forza della stessa acqua sorgiva, sulle strutture per lo svago ed il tempo libero collegate a tali risorse idriche ed a tant’altro che hanno fatto la storia di tali acque. Ebbene la constatazione che ne è derivata é risultata ampiamente negativa : poca cura, scarsa manutenzione e sostanziale abbandono di tutto quanto a Venafro si riconduce alla ricchezza sorgiva del sottosuolo. “Non è ammissibile una situazione del genere -hanno affermato i partecipanti alla passeggiata storico/culturale- né è sopportabile tanto abbandono. Fa male vedere le storiche fonti della Regina e della Grotta abbandonate e senza pulizia, le stesse “Quattro Cannelle” sporche e poco curate, il lavatoio comunale praticamente inaccessibile data l’acqua che vi penetra dal basso e che lo rende impraticabile, le storiche strutture per lo svago ed il tempo libero delle generazioni del passato -come l’antico “Quadrato”, una volta suggestivo- ricoperte d’erba, il tantissimo ed inutile cemento che ha cancellato la storia dei luoghi e gli argini dei primi metri di corso del San Bartolomeo “impreziositi” di defecazioni umane ed animali, oltre che ricoperti di erba altissima. No, non è così che si tramanda la storia e s’incentiva l’immagine della città, le sue bellezze naturali ed il turismo”. Tali dichiarazioni, ampiamente veritiere, non hanno bisogno di commento alcuno. Viceversa impongono interventi immediati per rilanciare le attrattive ambientali collegate alle acque sorgive della città, cancellando una volta per tutte abbandono ed incuria in cui sono precipitate e che oggi purtroppo le caratterizzano.
Tonino Atella
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