VENAFRO – I Carbonelli di Letino, famiglia aristocratica della Baronessa Maria Cristina

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VENAFRO – Vive in assoluta tranquillità e, data la propria natura di donna semplice e a modo, non ha mai pensato di far pesare a chicchessia l’antichissimo titolo aristocratico di baronessa che le compete di diritto, risalendo la sua casata napoletana al 1.100 storicamente documentato. Stiamo scrivendo della baronessa Maria Cristina Carbonelli di Letino, figlia del barone Raimondo Carbonelli di Letino che aveva undici fratelli e della marchesa Francesca del Prete di Venafro, oggi nonna 70enne nata e cresciuta a Roma e che dopo essere vissuta alla masseria di Trivento risiede nel cuore del centro storico venafrano, esattamente al rione Mercato con la magnifica Torre Medievale giusto di fronte alla sua dimora che ha ingressi da Piazza Cimorelli e via Marsala, nel tipico quartiere popolare di “Parasacco”. Ha scelto lei di vivere in un decoroso alloggio di famiglia tra la gente comune. E’ vedova di Alfonso dei Marchesi Serlupi d’Ongran di Roma, casato antichissimo e che ha espresso Papi di Sacra Romana Chiesa  ed altri personaggi storici di assoluto rilievo. La donna oggi si dedica volentieri alle figlie Francesca e Cecilia e ai due nipoti Alfonso e Francesco che sono la sua gioia. Baronessa Maria Cristina come vive la sua origine aristocratica ? “In modo assolutamente tranquillo e come me altrettanto fanno figlie e nipoti”. Alle soglie del terzo millennio cosa significa e quanto vale essere nobili, in particolare baronesse ? “Il titolo da solo serve a poco. Può servire a ricordarti il retaggio della famiglia, che ti impone determinati comportamenti. Tra l’altro non mi sono più preoccupata di seguire e far aggiornare il Libro d’Oro della nobiltà italiana, nel quale comunque compaiono sia i Carbonelli di Letino, l’antichissimo casato di origini napoletane che tra l’altro aveva stretti rapporti di fedeltà coi Borboni, sia i del Prete di Venafro, che i Serlupi d’Ongran di Roma, il casato di mio marito”. Ci parli di episodi particolari della sua infanzia a Venafro, legati alla sua origine aristocratica. “Preferisco ricordare che le persone vicine alla nostra famiglia per lavoro o altro si rivolgevano a me chiamandomi “Eccellenza”. Io ragazzina sorridevo e ben volentieri m’intrattenevo con tutti”.ual Quali le origini e lo stemma de I Carbonelli di Letino ? “Il casato ha origini imperiali, al contrario di quello dei del Prete che deriva dalla chiesa. I Carbonelli provengono da Napoli e l’Imperatore affidò loro il feudo di Letino nell’alto Casertano. A Letino c’è tuttora il palazzo baronale con lo stemma de I Carbonelli. La chiave di volta dell’arco d’ingresso porta inciso lo stemma costituito da un leone rampante in campo azzurro, col sole di fronte e la luna dietro”. E il casato dei Marchesi Serlupi d’Ongran di Roma, quello di suo marito ? “E’ un ramo aristocratico importantissimo -aggiunge la donna- per i tanti meriti storico/culturali e per le sue antichissime origini”. Una baronessa come vive la contemporaneità del terzo millennio ? “Tranquilla e con i comuni problemi. Accudisco le proprietà ereditate, cosa di non poco conto, e volentieri mi dedico agli affetti di famiglia, cioè figlie e nipoti, oggi i veri scopi delle mie giornate. I titoli aristocratici vengono dopo”.

 

Tonino Atella

stemma carbonelli letino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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