CRONACA – La Forestale a caccia del folle che dissemina esche avvelenate nell’intento di uccidere animali selvatici e domestici

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CRONACA – È accaduto ancora: persone senza scrupoli confezionano e distribuiscono in aree particolarmente delicate esche avvelenate con l’intento di uccidere animali, selvatici e domestici, provocando grandi sofferenze.

Dopo l’ultimo episodio di Isernia, in cui era stato ucciso anche un cane di un veterinario Asrem, nei giorni scorsi un cittadino di Vastogirardi ha segnalato al Comando stazione forestale di San Pietro Avellana che il cane di sua proprietà manifestava chiari sintomi da avvelenamento dopo che avevano percorso una zona rurale del comune alto-molisano. L’episodio seguiva di pochi giorni un altro in cui, sempre a Vastogirardi, erano morti altri due cani.

Considerata la gravità degli episodi sono state avviate le indagini, svolte anche con il prezioso contributo del Nucleo Cinofilo Antiveleno del CFS proveniente dal Parco nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga. L’area in questione è stata accuratamente battuta con i cani appositamente addestrati e sono state rinvenute, abbandonate sul terreno, ben otto esche avvelenate che sono state consegnate alla sede di Isernia dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico per l’Abruzzo ed il Molise per le analisi finalizzate all’accertamento delle sostanze.

In attuazione della specifica Ordinanza del Ministero della Salute la zona è stata immediatamente tabellata e interdetta con provvedimento del sindaco di Vastogirardi, al fine di informare tutti i frequentatori del potenziale pericolo connesso alla presenza di altre esche avvelenate.

Il ricorso all’uso di esche e bocconi avvelenati è una pratica purtroppo ancora troppo diffusa, che si è evoluta nel tempo grazie anche alla possibilità di utilizzare sostanze apparentemente innocue, ma che procura danni gravissimi al patrimonio faunistico, ai cani padronali, oltre alle sofferenze cui gli animali vittime dei bocconi vanno incontro. Purtroppo, anche se da molti viene negato, c’è una non casuale ciclicità nell’uso dei bocconi avvelenati, con picchi proprio in occasione delle stagioni tartuficole, di quella venatoria oltre che della monticazione del bestiame.

Dei fatti è stata ovviamente informata la competente Autorità Giudiziaria, mentre sono ancora in corso ulteriori accertamenti e verifiche per completare il quadro degli elementi già raccolti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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