VENAFRO – Domenica 17 maggio con la ricorrenza di “Sant Ncandriegl” inizia il mese dedicato al Patrono della città

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VENAFRO – Domenica 17 maggio, trenta giorni prima della ricorrenza patronale del 17 giugno dedicata al Patrono San Nicandro, Venafro “vestirà l’abito della festa”, ossia farà le cose in grande per celebrare la giornata ed onorare la memoria del Martire che nel 303 d.C. affrontò assieme al fratello Marciano, e successivamente seguito dalla moglie Daria, tutti martirizzati, la lama del boia per ribadire la propria fede cristiana e far sì che il nuovo credo si diffondesse definitivamente nell’intero territorio dell’importante Colonia Julia di Venaphrum. Domenica 17 maggio, quindi, secondo plurisecolare tradizione sarà per Venafro “ Sant’ Ncandriegl’ “, definizione popolare storica per dire che mancano trenta giorni alla più importante e partecipata ricorrenza patronale di metà giugno e che bisogna celebrare ed onorare la memoria dei Santi Martiri. In effetti nel corso della giornata gli appuntamenti non mancheranno : all’alba (h 6,00), in Basilica, inizia il “ Mese di San Nicandro “, trenta giorni di celebrazioni e preghiere con altrettanti sacerdoti della Diocesi d’Isernia/Venafro, di cui San Nicandro è il Protettore, per avvicinarsi spiritualmente alle ricorrenze patronali di metà giugno. Nel tardi pomeriggio (h 18,00) processione con Immagini e Reliquie dei Santi Martiri dalla Chiesa della SS.ma Annunziata alla Basilica, conclusa con una solenne concelebrazione, prima del rientro in città di Busto e Reliquie ; riti ai quali i venafrani parteciperanno in massa per fede, convinzione e tradizione. A margine di tali importantissimi eventi popolari, che sono la storia stessa della città, siano lecite alcune considerazioni. Premesso che, come detto, i venafrani saranno presenti in massa al “ Mese di San Nicandro “, gli appuntamenti all’alba in Basilica sino al 17 giugno prossimo, ed alla processione preserale di domenica 17 maggio, di tale rito sono in tanti a ricordare gli anni del suo svolgimento all’alba ( h 6,00 ) con l’assoluto, intenso, emozionante e significativo silenzio di ogni angolo del centro abitato. “Era proprio quel silenzio a conferire specificità e particolarità al rito, spiegano in molti. Massima compostezza da parte di tutti e piena partecipazione emotiva. Mettersi in processione all’alba, dopo essersi alzati alle 5 cioè prima ancora del sorgere del sole, era vera e genuina penitenza, giusta l’essenza stessa di ogni rito processionale. Senza nulla togliere al prossimo rito della serata del 17 maggio, all’alba di anni orsono era “ la “ processione, unica, particolare e ricca di emozioni, adesso di sera trattasi di “ una processione “, cioè senza tante particolarità e con traffico, distrazioni e rumori tutt’intorno. Non sarebbe male perciò ripensare l’orario di effettuazione di tale rito del 17 maggio, ritornando alle 6,00 del mattino per tornare ad assaporare valori e significati persi col tempo ed emozionarsi come avveniva una volta”. Riflettete gente, riflettete … !

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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