ISERNIA – Presentato, nei locali della cooperativa “Lavoro anch’io”, il “Percorso dei sensi/Orto Botanico Produttivo”

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ISERNIA – È stato presentato questa mattina, nei locali della cooperativa L.A.I. – LAVORO ANCH’IO di Isernia, il “Percorso dei sensi”, un orto botanico produttivo che punta alla costruzione di un “nuovo modello di welfare per l’integrazione lavorativa di persone disabili e a disagio sociale”.

Ad illustrare l’iniziativa, finanziata a valere sulle risorse del PSR FEASR Molise 2007/2013, c’erano Giorgio Cristina e Nino Santoro, rispettivamente presidente e vicepresidente della cooperativa LAI, Riccardo Terriaca dell’Apam – Associazione Produttori Apistici Molisani Società Cooperativa, Domenico Calleo di Confcooperative Molise, il sindaco di Sant’Agapito Giuseppe Di Pilla e l’ing. Giovanni Francesco Visco, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Terriaca.

“L’idea – ha spiegato Riccardo Terriaca – nasce dall’incontro di una cooperativa sociale non profit (la LAI) con un’associazione di aziende profit (APAM) che hanno “scoperto” di avere in comune una visione della società moderna orientata a un modello di sviluppo che sappia coniugare l’economia e l’occupazione con la dignità della persona umana, con il rispetto dell’ambiente in cui viviamo e con la difesa ferrea dei più deboli”.

“Abbiamo aderito immediatamente all’iniziativa proposta dalla cooperativa Lai con cui condividiamo una “casa” comune, quella di Confcooperative, dove alloggia un concetto importante: il concetto della responsabilità sociale delle imprese. Il nostro ruolo sarà quello di fornire il know-how per la produzione e la commercializzazione dei prodotti che si otterranno nell’orto di Sant’Agapito, produzioni – ha ricordato – strettamente legate alla storia e alla tradizione locale quali la cipolla di Isernia e il fagiolo a’ murlecena”.

“Questo centro socio educativo– ha aggiunto Nino Santoro –  è direttamente connesso ad un’ottica del fare. I nostri ragazzi avranno modo di sperimentare attività concrete; necessitavamo – ed ora è realtà – di una struttura all’aperto, quale collegamento con la natura, che offrisse ai nostri giovani opportunità vicine alle loro capacità.

È per questo che abbiamo voluto coltivare, solo ed esclusivamente, prodotti che potessero essere trattati, piantati, confezionati e commercializzati dalla nostra struttura; lo spirito è quello di far lavorare, in modo fattibile e diretto, i nostri ragazzi”.

L’obiettivo, come ha sottolineato lo stesso Santoro “è l’emancipazione economica”. “Vogliamo ottenere, col tempo, un profitto che vada a finanziare le attività sociali della LAI”. Luogo dell’incontro e della genesi del progetto non poteva che essere l’Università del Molise e in particolare il Dipartimento Agricoltura, Ambiente Alimenti, coordinato dal prof. Antonio De Cristofaro che, in mattinata, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del terreno, sito nel comune di Sant’Agapito.

“Crediamo – ha affermato De Cristofaro – che questo esperimento possa essere di esempio per altre realtà, non solo per l’innegabile valenza sociale, ma quale vera e propria impresa produttiva che abbia presto un riscontro nell’accompagnare i giovani della LAI in un percorso di formazione, che permetta loro di vivere con il pieno senso dell’essere utili e di vedere i frutti del proprio lavoro. Ma cercheremo di far sì che, il supporto tecnico e scientifico dell’Università che rappresento, possa rendere questa realtà autonoma, da un punto di vista produttivo e finanziario”. All’orto botanico sono state affiancate le arnie. Il centro, infatti, sarà anche specializzato nella pappa reale e nel miele, con una duplice funzionalità: apiario didattico dell’Università del Molise da un lato e colture tipiche dall’altro. “Avremo un centro di selezione – ha spiegato ancora De Cristofaro – per la salvaguardia dell’ape italica, un ecotipo molisano a rischio”.

 

Al taglio del nastro erano presenti il vescovo mons. Camillo Cibotti, l’assessore regionale al sociale, Michele Petraroia, e altre autorità militari e civili che hanno voluto complimentarsi per l’intuizione.
Il Centro di Sant’Agapito ora punta a diventare un modello “pilota” da cui partire, una rete tra imprese non profit, imprese profit, mondo universitario che possa
ottimizzare l’utilizzo di risorse pubbliche, “innesco” di un meccanismo virtuoso che poi dovrà avere e dimostrare la capacità di camminare in autonomia, organizzativa ed
economica.
Il Percorso dei Sensi vuole provare che tutto questo è possibile.
“L’appuntamento – fanno sapere i promotori – è tra dodici mesi, quando verranno tirate le prime somme e valutati i primi risultati”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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