VENAFRO – Riforma della Scuola, le considerazioni di un docente: no ai superdirigenti, ma pluralità, collegialità e formazione

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VENAFRO – E’ in discussione il DDL di  riforma della scuola italiana, DDL che tanto clamore, proteste e dissensi sta suscitando a vari livelli. Protestano gli studenti ed altrettanto fanno docenti e lavoratori della scuola, sicché viene spontaneo da dire che si sta facendo del tutto per … scontentare tutti, o quanto meno la massa ! Sul tema delicatissimo del momento scolastico ospitiamo quest’oggi il parere di un docente molisano, che chiede l’anonimato. “Tra le tante norme contenute nel DDL di riforma della scuola italiana in discussione ed approvazione alla Camera -afferma il docente- c’è una norma che preoccupa forse più di tutte : gli ampi poteri concessi ai dirigenti scolastici e quindi la creazione di super dirigenti scolastici. Ritengo la normativa assolutamente da rivedere. Non è allargando competenze e poteri decisionali e discrezionali dei dirigenti della scuola italiana che si risolverebbero i problemi che assillano oggi l’istruzione scolastica, anzi a mio modesto modo di vedere si aggraverebbero. Non ritengo infatti cosa saggia accrescere poteri e prerogative di una persona sola in un contesto di massima pluralità come l’ambito scolastico. In tale ambito per migliorare qualità e consuntivi del servizio reso, è senz’altro preferibile la collegialità/pluralità delle espressioni, dei pensieri e degli atteggiamenti”. La proposta dell’interlocutore, che ricordiamo è operatore scolastico : “Preliminarmente vanno formati i soggetti che operano nella scuola pubblica italiana con criteri moderni ed appropriati. Solo in seguito conviene varate leggi e norme per riformare la scuola italiana”. C’è comunque necessità, unanimemente condivisa, di migliorare il servizio scolastico attraverso la formazione della classe docente. “Condivido in pieno -ammette il dichiarante- e la formazione docente va eseguita periodicamente da commissioni esterne ad un determinato istituto e mai da personale della stessa scuola, o peggio da una sola persona. Si chiede cioè pluralità, collegialità nelle verifiche e formazione autentica per gli operatori della scuola del domani, che deve essere assolutamente diversa e migliore per i nostri giovani”.

 

Tonino Atella

 

Nota del direttore:

Condivisibili o meno che siano le considerazioni del docente cui fa riferimento il collega Tonino Atella, inevitabilmente le stesse hanno perso valore in partenza, ossia nel momento in cui l’operatore scolastico in questione non ha trovato nemmeno la determinazione di “metterci la faccia”, pretendendo l’anonimato.

Angelo Bucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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