VENAFRO – Lavori alla palazzina Liberty, per le oche del laghetto urge trovare una soluzione temporanea adatta

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VENAFRO – “Stiamo messi male, ma proprio male male !”. Così un comico di “Made in Sud”, seguitissima trasmissione serale della Rai. Ebbene la tipica espressione dell’attore è quella che, se potessero farsi sentire, certamente pronuncerebbero ad alta voce le oche del laghetto di Venafro.

Tali animali sin qui trascorrevano ore e giornate tra scorribande in acqua, belle nuotate in cerca di cibo, qualche rumorosa “litigata” per contendersi quanto lanciato loro in acqua da piccoli, nonni e mamme,  e il tranquillo angolo di terra -seppure non pulito e in ordine – per riposarsi a lato del laghetto una volta usciti dall’acqua.

Ebbene da qualche mese le oche devono loro malgrado vedersela con calce, mattoni, impalcature, attrezzi, mezzi motorizzati, pale, carriole, impastatrici ed operai edili intenti a ristrutturare Palazzina Liberty che si specchia nel laghetto. Lavori utilissimi, attesi dalla totalità dei venafrani, ma pur sempre invasivi per gli animali in questione.

Dal che, appunto, il prevedibile “Stiamo messi male, ma proprio male male”, che le oche di sicuro hanno sulla lingua e nel becco, viste le tante intrusioni con cui quotidianamente, e chi sa per quanto tempo ancora, devono vedersela.

Ed allora il suggerimento di quanti frequentano il laghetto, il rione Ciaraffella e le Quattro Cannelle, vale a dire le aree in questione : “Due le soluzioni per tornare ad offrire una tranquilla esistenza ai palmipedi : o riservare loro una zona tranquilla, salutare e pulita a ridosso del laghetto per non spostarli dall’area dove sin’ora sono cresciuti e rimasti, oppure trasferirli altrove, garantendo acqua ed ambiente protetto. Certo è che nelle condizioni attuali non possono restare dati i pur necessari lavori in corso”.

Pensiamo che siano suggerimenti senz’altro da seguire nell’interesse di tali specie acquatiche, soprattutto per non leggere sui loro … becchi quel “stiamo messi male, ma proprio male male !”.

 

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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