ISERNIA – Verso il Distretto Moda “Molise – Sannio”, nuove idee per rilanciare il sistema moda molisano

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ISERNIA – Giovedì 18 giugno alle ore 16,30 presso la Provincia di Isernia (sala gialla) si terrà un’incontro sul tema “Laboratorio Moda – Nuove idee per rilanciare il sistema moda molisano”, promosso dall’associazione EURIDIT nell’ambito delle attività di animazione socio-economica previste dal protocollo d’intesa sottoscritto con la Provincia di Isernia e dal protocollo d’intesa relativo al progetto “100% made in Italy”, teso a favorire lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nel settore moda. L’incontro si colloca in un momento di “ritrovata” vitalità del settore moda molisano.

Il previsto insediamento della nuova iniziativa imprenditoriale promossa dalla Missardi spa, l’atteso avvio della OTI (vedi proposta IKF), il fiorire di una serie di iniziative imprenditoriali nel settore moda rappresentano degli inequivocabili segnali di ripresa con i quali ri-creare un tessuto imprenditoriale che, valorizzando le competenze e la creatività del territorio, apra un nuovo ciclo di sviluppo per il sistema moda molisano.

In questo contesto si inserisce il progetto “Laboratorio Moda”, con il quale si intende sperimentare in Molise, attraverso l’attiva partecipazione di professionalità del settore presenti nel nostro territorio, un “laboratorio didattico” di formazione, animazione e sperimentazione di azioni tese a trasferire il Know-how e favorire l’emergere di nuove idee/proposte di produzioni artigianali in sintonia con il tessuto imprenditoriale e con le competenze locali. Con il “laboratorio didattico” quindi simulare, all’interno di un percorso formativo, la creazione di vere e proprie attività economiche da realizzare al termine dello stesso.

L’incontro vedrà la presenza della ideatrice del progetto “Cucito Condiviso” Silvia Maiorana, che illustrerà la sua iniziativa con la quale, attraverso un’originale forma di “co-working per sarti”, offre un importante servizio a tanti giovani prototipisti, sarti, modellisti o semplici appassionati o neofiti del settore moda. Su questo case study si svilupperà il dibattito che vedrà la partecipazione: di componenti dell’associazione “Verso il Distretto Moda Molise–Sannio” (costituita dalle ex maestranze ITTIERRE), delle aziende partecipanti alla rete di imprese “100% made in Italy”, del Liceo Artistico G. Manuppella di Isernia, di qualificati interlocutori del settore interessati al tema. I lavori saranno introdotti da Lorenzo Coia (ass. Provincia di Isernia) e Giorgio Gagliardi (EURIDIT) e saranno coordinati da Alberto Santolini e Luigi Scognamiglio (Gruppo Collaborative Planning).

L’incontro quindi offre un’importante opportunità di dialogo e confronto attraverso il quale “insieme” tracciare le “linee guida” di possibili percorsi formativi in seno al laboratorio didattico in grado di: alimentare e coltivare lo sviluppo di proposte imprenditoriali; incoraggiare il fare comune, la collaborazione e l’innovazione nel settore moda.

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La premessa:

La progressiva delocalizzazione di fasi produttive ad alta intensità di lavoro nei Paesi a minor costo del lavoro ha determinato, a partire dagli anni 80-90, una situazione di crescente contrazione nel sistema manifatturiero italiano e in particolare nel settore moda. La delocalizzazione produttiva infatti ha causato la chiusura di tante piccole aziende manifatturiere e ha sradicato, in alcuni casi, intere filiere produttive che spesso rappresentavano un tratto distintivo economico e culturale per tante comunità locali. Nel contempo, con la delocalizzazione, sono sorte vere e proprie “multinazionali della subfornitura” per gestire l’intero ciclo produttivo, per conto dei principali marchi del sistema moda, attraverso strutture produttive poste nei diversi Paesi asiatici, spesso “al di fuori di ogni controllo” sulle condizioni di lavoro (si pensi solamente ai 1133 morti nel crollo del complesso produttivo di Rana Plaza a Dhaka in Bangladesh) e sulla qualità complessiva dei capi (si pensi alla massiccia diffusione di dermatiti da contatto spesso derivanti da non salubrità dei tessuti e dei pellami). Si segnala, a riguardo, il caso delle ammine aromatiche (un elemento cancerogeno) che, secondo uno studio di CNA Federmoda, sono presenti in oltre la metà dei prodotti venduti sulle bancarelle specialmente nei capi di colore nero. Questo scenario però sta gradualmente cambiando, anche grazie ad una maggiore presa di coscienza da parte dei consumatori e di una maggiore attenzione delle imprese alla cosiddetta “responsabilità sociale”. I dati elaborati dal Gruppo di ricerca “Uni-Club MoRe Back-reshoring” (composto da ricercatori delle università di Catania, L’Aquila, Udine, Bologna, Modena e Reggio Emilia) segnalano un incremento delle aziende che “tornano” a produrre in Italia. Questo fenomeno, denominato “backshoring”, è particolarmente marcato nel settore moda in quanto rappresenta il comparto per il quale la principale motivazione è proprio costituita dall’effetto “made in Italy”, ovvero dal fatto che i consumatori riconoscono a un capo effettivamente prodotto in Italia un livello di qualità percepita superiore a quelli realizzati in Paesi “low cost”. Il “made in Italy”, secondo una ricerca condotta da KPMG, rappresenta infatti il terzo marchio più conosciuto al mondo (dopo quelli di Coca-Cola e Visa) ed è sinonimo, per i consumatori, di eccellenza, qualità, eleganza e creatività. Un’altra tendenza in atto nel mercato è quella definita comunemente “Moda etica”. Un fenomeno, questo, che vede una fascia sempre più ampia di consumatori (come confermano diverse ricerche sul tema) disposti a spendere qualcosa in più per acquistare capi di abbigliamento realizzati con un processo di lavorazione rispettoso dell’ambiente e delle risorse umane impiegate e con un utilizzo di materiali a minore tossicità per il consumatore. Un fenomeno questo in grado di innescare (come confermano autorevoli ricerche di mercato) un circolo virtuoso volto a premiare “commercialmente” quei prodotti realizzati come sopra esposto. Queste tendenze in atto nel mercato rappresentano delle opportunità per il sistema moda italiano (principale produttore di moda in Europa come dimostra anche la scelta di grandi gruppi francesi di localizzare in Italia la produzione dei loro capi), in generale e molisano nello specifico, in quanto favorisce: a) la valorizzazione del nostro patrimonio di competenze manifatturiere riconosciute ed apprezzate dal mercato; b) la sopravvivenza e lo sviluppo di quel tessuto di piccole imprese che hanno rappresentato il punto di forza del “made in Italy” e che la delocalizzazione produttiva aveva marginalizzato; c) la creazione di nuove opportunità di inserimento, sia come dipendente che come “auto imprenditori”, per i giovani spesso in grado di elaborare, in sintonia con le tendenze in atto, nuove idee per sviluppare delle iniziative imprenditoriali nel settore moda. In questo contesto la “tracciabilità” del ciclo di lavorazione, prevista anche dal pacchetto legislativo a tutela dei consumatori approvata dal Parlamento Europeo ed in attesa di deliberazione da parte del Consiglio Europeo, può rappresentare un importante strumento per: assicurare al consumatore l’origine dei prodotti (quindi un “vero” made in Italy); assicurare il rispetto dell’ambiente e delle risorse umane così come richiesto da una crescente fascia di mercato; contrastare quelle forme di lavoro irregolare (presenti anche nel nostro Paese), socialmente inaccettabili, che “soffocano” le aziende che operano regolarmente. Laboratorio Moda – Nuove idee per rilanciare il sistema moda molisano L’intensa attività di animazione socio-economica sviluppata dal “Gruppo di Collaborative Planning”, costituito all’interno del progetto “100% made in Italy” e che vede il coinvolgimento di un ampio partenariato istituzionale e scientifico (Università degli Studi di L’Aquila, Ordine dei Dottori Commercialisti ecc.), ha avuto l’indubbio merito di favorire e accompagnare il processo di ripresa del settore moda che oggi si intravede in Molise. Il previsto insediamento della nuova iniziativa imprenditoriale promossa dalla Missardi spa, l’atteso avvio della OTI (vedi proposta IKF), il fiorire di una serie di iniziative imprenditoriali nel settore moda rappresentano degli inequivocabili segnali di ripresa con i quali ri-creare un tessuto imprenditoriale che, valorizzando le competenze e la creatività del territorio, apra un nuovo “ciclo” di sviluppo per il sistema moda molisano. In questo contesto si inserisce il progetto “Laboratorio Moda” con il quale si intende sperimentare, con l’attiva partecipazione di “professionalità del settore” presenti nel nostro territorio, un percorso formativo teso a creare un “luogo fisico” di formazione, animazione e sperimentazione di azioni tese a trasferire il Know-how, favorire l’emergere di nuove idee/proposte di produzioni artigianali in sintonia con il tessuto imprenditoriale e con le competenze locali. Attraverso il progetto “Laboratorio Moda” sarà possibile inoltre sperimentare: percorsi di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, anche attraverso lo sviluppo di innovative forme di microimprenditorialità, d’intesa con l’ampio partenariato istituzionale, scientifico e sociale coinvolto nell’iniziativa; sistemi di transizione tra modelli educativi/formativi e concrete proposte occupazionali. Con il progetto “Laboratorio Moda” sarà possibile quindi simulare, all’interno di un “percorso formativo”, la creazione di vere e proprie attività economiche da realizzare al termine dello stesso. Il percorso formativo di simulazione di “attività economica” sarà incentrato, sulla base di quanto sopra esposto, su due aspetti sempre più diffusi nel settore moda e quindi in grado di offrire spunti imprenditoriali quali: a) una diffusa domanda di abbigliamento privo di sfruttamento, ecologicamente sostenibile, “localmente” prodotto e con un prezzo accessibile; b) una produzione sociale diffusa e micro-imprenditoriale caratterizzata da una modalità di lavoro auto organizzata e attenta all’impegno sociale; c) una sempre maggiore attenzione a materiali di origine naturale sia tradizionali (si pensi alla “riscoperta” della canapa) che “innovativi” (quali latte, arance, ortica) Far emergere quindi una o più idee imprenditoriali studiandone la fattibilità, realizzabilità e convenienza economica attraverso la costruzione di un piano di impresa realizzato con l’ausilio del partenariato scientifico e in sintonia con il qualificato partenariato imprenditoriale e professionale che si sta componendo intorno al progetto. Ciò al fine di apportare specifiche competenze per ciò che concerne l’area commerciale e manifatturiera o in grado di esprimere nuovi modelli organizzativi improntati a forme creative di co-working particolarmente attente alla valorizzazione dei saperi manuali e creativi ed orientati a forme di produzione sociale diffusa e micro imprenditoriale caratterizzata da modelli di lavoro auto organizzati, multitasking e attenti all’impegno sociale. Laboratorio Moda – Un incontro per costruire un partenariato scientifico, imprenditoriale e sociale per il progetto Giovedì 18 giugno alle ore 16,30, presso la Sala Gialla della Provincia di Isernia, si terrà un incontro sul tema “Laboratorio Moda – Nuove idee per rilanciare il sistema moda molisano” promosso dall’associazione EURIDIT nell’ambito delle attività di animazione socio-economica previste dal protocollo d’intesa sottoscritto con la Provincia di Isernia e nell’ambito delle iniziative previste dal protocollo d’intesa relativo al progetto “100% made in Italy”, teso a favorire lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nel settore moda. L’incontro vedrà la presenza della ideatrice del progetto “Cucito Condiviso” Silvia Maiorana, che illustrerà la sua iniziativa con la quale, attraverso un’originale forma di “co-working per sarti”, offre un importante servizio a tanti giovani prototipisti, sarti, modellisti o semplici appassionati o neofiti del settore moda. Il laboratorio del progetto “Cucito Condiviso”, ubicato a Torino, è in grado di: a) consentire l’utilizzo di una serie di postazioni con ricamatrice, macchine da cucire, tavoli da taglio e stiro; b) ospitare stabilmente due stiliste che realizzano le loro collezioni; c) organizzare una serie di corsi annuali dedicati a professionisti o aspiranti tali e workshop aperti anche agli appassionati. L’incontro, nell’esprimere una nuova vitalità del settore, punta a delineare le “linee guida” del percorso formativo del “Laboratorio Moda” nel quale verrà simulata la creazione di vere e proprie attività economiche da realizzare al termine dello stesso. L’incontro inoltre costituirà l’occasione per delineare ruolo e funzioni che il partenariato scientifico, imprenditoriale e dei “saperi professionali” ricoprirà all’interno del percorso formativo che si attiverà in seno al “Laboratorio Moda”, attraverso il quale si intende: a) alimentare e coltivare lo sviluppo di nuove idee/proposte imprenditoriali; b) incoraggiare il fare comune, la collaborazione e l’innovazione nel settore moda. Il dibattito sarà animato dalla partecipazione dell’associazione “Verso il Distretto Moda Molise – Sannio” (costituita dalle ex maestranze ITTIERRE), dalle aziende partecipanti alla rete di imprese “100% made in Italy”, dalla presenza del Liceo Artistico G. Manuppella di Isernia, da qualificati interlocutori interessati all’iniziativa e da quanti volessero portare un contributo di idee/proposte all’iniziativa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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