VENAFRO – Di stranezze e cose incredibili l’Italia è piena zeppa, ma “la storiella” che ci accingiamo ad esporre va molto aldilà, tanto che a nostro modesto modo di vedere e pensare rasenta l’assurdo ! State a sentire. Se si fa il cambio di residenza all’interno di uno stesso Comune e se si desidera che la corrispondenza venga recapitata al nuovo indirizzo, alla nuova residenza, cioè da Via Pingo a Via Pongo, oltre a presentare la rituale domandina al locale ufficio postale e fin qui ci siamo, occorre anche effettuare un versamento alle Poste di 27 euro, ovviamente maggiorato -riteniamo- delle prescritte spese postali, e qui -se permettete- non ci siamo affatto ! In effetti, pur riflettendo e cercando una spiegazione logica e plausibile a siffatta richiesta di denaro da parte di Poste Italiane, non riusciamo proprio ad individuarla. Il postino deve lavorare in più, a seguito del cambio di residenza dell’utente ? Assolutamente no ! Poste Italiane va incontro a spese extra di personale, prestazione e quant’altro ? Non crediamo proprio ! Ed allora perché chiedere quei 27 euro ? Si gradirebbe una cortese e sollecita spiegazione in merito da parte di Poste Italiane. Scontato il richiamo alla puntuale normativa, ci permettiamo solo ricordare che evitare di versare immotivatamente e gratuitamente (!) 27 euro, farà senz’altro piacere dato il momento finanziario a tutti coloro che cambiano residenza. Così come piace ricordare i tempi andati, non lontani da noi, quando bastava dire al postino “Guarda che ho cambiato casa. Adesso abito in Via Tal dei Tali”, e già la mattina dopo puntuale arrivava la corrispondenza al nuovo indirizzo ! Impossibile, tanto difficile ripristinare “i tempi belli di una volta” ?
Tonino Atella
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