POZZILLI – Piscina comunale e Acqua solfurea, due situazioni di degrado da risolvere

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POZZILLI – E’ arrivata l’estate ed è arrivato anche il gran caldo. Quest’ultimo decisamente atteso da tutti – dagli operatori economici, dai titolari di esercizi pubblici come bar, locali di ritrovo ect. e dai giovani in generale- per lavorare, fare affari e vivere così come il periodo  consente, mercé il gran caldo.

Ebbene a Pozzilli l’inizio del periodo estivo e in parallelo l’arrivo del “Generale caldo” suggeriscono discorsi e riflessioni particolari strettamente collegati alla colonnina di mercurio che sale sotto la spinta del sol leone. A Pozzilli e dintorni infatti appena fa caldo il pensiero corre subito alla piscina comunale, che è out, ricoperta di erbe, in abbandono e vuota d’acqua, ed alla solfurea, l’area naturalistica ricca di sorgenti solfuree a ridosso del fiume Volturno.

Primo argomento : la piscina municipale, situata nell’area sportiva comunale all’ingresso sud dell’abitato. Sino allo scorso anno era funzionante ed ogni giorno dell’estate 2014 si riempiva di decine e decine di utenti, soprattutto mamme coi loro bambini per ore di svago, sole, divertimento, nuotate e riposo. Oggi, estate 2015, è tutt’altro ! Impianto chiuso, piscina con acqua piovana maleodorante all’interno, abbandono, erbe alte, sporcizia e via di questo passo ! Incuria totale, con grosso disappunto di bambini, giovani e adulti. Motivo ? Va chiesto al Comune, proprietario della struttura, in primis al neo Sindaco Passarelli.

Secondo argomento estivo di Pozzilli : la Solfurea, l’area naturalistica ricca di sorgenti solfuree a ridosso del fiume Volturno. Un tempo “spiaggia” di tanti, oggi è tutto un abbandono, una zona praticamente inavvicinabile vuoi per le barriere vuoi per la fittissima vegetazione e gli animali selvatici che di sicuro vi si aggirano. Trattasi di area privata, caduta nell’oblio più assoluto dopo gl’interventi edilizi dei decenni addietro per trasformarla in zona termale, operazione però non conclusa.

E così quella che decenni addietro era “la spiaggia” fluviale di tutti, che si raggiungeva per bagnarsi nelle vasche naturali solfuree o bere da quelle salutari sorgenti, e che nell’antichità era detta “Terme di Agrippa” dal nome del patrizio dell’antica Roma che ne volle fare complesso termale per nobili e potenti dell’Urbe, è oggi un desolante, deserto, inavvicinabile e pericoloso luogo, di fatto inservibile !

Un gran peccato, date le enormi potenzialità terapeutiche, economiche ed occupazionali della zona. L’augurio di tanti è che presto qualcosa si muova, qualcosa si faccia sia per la riapertura della piscina comunale che per la solfurea di Pozzilli, entrambi con enormi potenzialità.

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Tonino Atella

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