VENAFRO – San Bartolomeo, tra atti vandalici, incuria e sporcizia, le sorgenti de fiume versano in una condizione di penoso degrado

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VENAFRO – Nasce nel cuore della città apportando tantissima acqua sorgiva. Venafro gli dovrebbe per questo gratitudine e rispetto, ed invece avviene tutt’altro. Ci riferiamo al fiume San Bartolomeo, le cui preziose sorgenti sono nel sottosuolo di piazza Marconi nel rione Ciaraffella, lato ovest dell’abitato. Alimentano tali sorgenti il laghetto di Corso Lucenteforte, le vasche idriche per l’itticoltura ed attività commerciali in genere, l’antica Fonte della Regina, il lavatoio comunale e i sottostanti orti della pianura, per secoli produttori di ortaggi saporitissimi ed assai utili alla salute, ma che oggi risultano purtroppo per lo più abbandonati per mancanza di braccia lavorative. Sempre le acque del San Bartolomeo fornivano decenni addietro materia prima, ossia la forza naturale dell’acqua corrente, alla centrale idroelettrica della SME (Società Meridionale Elettrica) per la produzione di energia elettrica prima che la materia passasse di competenza in toto all’Enel. Insomma un insieme di positività che facevano e fanno del San Bartolomeo elemento decisivo e determinante della vita sociale, economica, lavorativa ed imprenditoriale della città. La quale però, e veniamo all’attualità, è tutt’altro che riconoscente verso tali acque fluviali e le strutture che sorgono lungo i primi metri di corso del fiume. Vandalismo, degrado, abbandono e sporcizia sono infatti oggi gli elementi caratterizzanti dell’ambiente, degli argini e del letto in cui prende a scorrere il San Bartolomeo prima di tuffarsi nella pianura venafrana. Vegetazione fittissima perché non rimossa da tempo nel letto e lungo gli argini, sporcizia a non finire all’interno delle stesse acque fluviali, plastica a farla da padrone e strutture dell’ex centrale idroelettrica della SME abbandonate a se stesse, imbrattate con bombolette spray e ricoperte di tutto. Addirittura feci umane depositate a ridosso di quelle vecchie costruzioni !  Un abbandono ed un degrado generale, mentre l’avvilente spettacolo è a due passi da Via Colonia Giulia, l’arteria percorsa da intenso traffico interregionale per chi entra o esce dal Molise da ovest, e perciò sotto gli occhi di tutti, forestieri in primis. Ciononostante dal Comune di Venafro nessun intervento di pulizia, sistemazione e ripristino, mancando il quale il biglietto da visita della città, ossia le sue acque sorgive, è tutt’altro che presentabile, bello e edificante ! Riusciranno queste quattro righe a smuovere l’apatia e il disinteresse dominanti ? Ai posteri l’ardua sentenza !

Tonino Atella

 

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