VENAFRO – Le “spiagge” di una volta, tra fiumi e sorgenti naturali; bellissime, rigeneratrici e affollate

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VENAFRO – “Spiagge” dell’ interno di una volta, tra acque fluviali e sorgenti termali dei territori dell’entroterra. Ricordi bellissimi anche se andati persi col tempo, che tornano alla mente nel persistente periodo di caldo torrido ed afa che tanto fanno desiderare un rigenerante tuffo nelle acque fresche della memoria. Venafro ed il hinterland non sfuggono al discorso e non sono pochi coloro che, seppure col solo … pensiero, tornano a tuffarsi in tali acque. Rivediamo allora con la memoria le “spiagge” dell’interno del territorio dell’estremo Molise occidentale. A Venafro c’erano gli argini fluviali del San Bartolomeo a farla da padrone attirando un sacco di fanciulli, giovani e adulti, prevalentemente di sesso maschile ; in effetti erano poche le esponenti del gentil sesso a mostrarsi e bagnarsi in tali acque. Affollatissimo era “il quadrato”, stretto specchio d’acqua appunto quadrato appena a sud del lavatoio comunale, entrambi alimentati dalle freschissime acque del San Bartolomeo. Decine e decine di giovanissimi assalivano letteralmente “il quadrato”, situato nel cuore dell’abitato, tuffandosi, immergendosi e lasciandosi scivolare per ore nelle ripide acque fluviali a monte passando sotto un bassissimo ponticello ed uscendone alla fine per riemergere nel tipico “quadrato” tra gli occhi ammirati di amici e coetanei. Tant’altri, più fortunati perché muniti di bici o motorino seppure in non perfettissime condizioni, raggiungevano invece le sponde del Volturno a Roccaravindola o la Solfurea di Pozzilli a 5 km. di distanza, zona termale di acqua solfurea lambita dal fiume Volturno. E qui tuffi, immersioni, nuotate e ricche pescate fluviali si alternavano con i rigeneranti bagni nelle vasche naturali di acqua solfurea, che “ribollivano” meravigliosamente emanando tutt’intorno il tipico odore di zolfo. Immediata era l’azione purificatrice sull’epidermide che ne usciva liscia e come vellutata, mentre in molti bevevano o imbottigliavano la stessa acqua solfurea sempre a fini terapeutici. Infine, come non ricordare il fittissimo prurito che tale acqua procurava nelle parti … più “intime”, a dimostrazione della sua importantissima e naturale azione terapeutica sull’epidermide. Tutto questo adesso non c’è più ! Di contro ci sono tantissime ed accoglienti piscine di diverse strutture recettive del Venafrano. Certo, sono belle, pulite, divertenti, arredate, spaziose  ed affollate, ma “il quadrato” del San Bartolomeo, le sponde e le acque del Volturno e la “Solfurea” di Pozzilli erano ambienti naturali tipici e diversi. Perciò, peccato per il loro tramonto !

 

Tonino Atella

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