VENAFRO – Cicloturisti scatenati, dopo la Tirreno/Adriatico si apprestano a scalare Mortirolo e Passo dello Stelvio

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VENAFRO – Cicloturisti venafrani attivissimi in questa estate 2015, a conferma della passione che la bici gode in città. Un gruppo di cicloamatori ultraquarantenni delle più diverse professioni ed attività, come commercianti, operatori economici, avvocati ed artigiani, in queste ore si accingono infatti a scalare Mortirolo e Passo dello Stelvio, rinomatissimi e “cattivi” (classico gergo ciclistico per dire della durezza della salita) passi alpini che continuano a fare la storia delle più dure tra le tappe del Giro d’Italia, per mettersi alla prova, sudare, arrivare in cima e divertirsi. Gli scalatori di Mortirolo e Stelvio sono Claudio Petrecca, Raffaele Siano, Mario Natale, Enrico Vendittelli, Gianfranco Capasso e i fratelli Enzo e Claudio Migliarino. Sempre cicloturisti e ciclomotori di Venafro e dintorni avevano dato vita nelle settimane precedenti ad altre positive perfomance sulle due ruote : aveva aperto il CSG 10 con la traversata non stop Tirreno/Adriatico di 210 km. pedalando da Formia a Termoli, con tanto di divertente foto sul lungomare termolese al termine della “faticaccia”. Protagonista della bella galoppata lo stesso team delle scalate di Mortirolo e Stelvio. Altra perfomance, ma con attori diversi, giorni addietro col ciclo pellegrinaggio Venafro/San Giovanni Rotondo (km. 220) nel nome della fede per San P. Pio, veneratissimo a Venafro anche nel ricordo della sua pur breve permanenza nel Convento Francescano della città da fine ottobre al 7 dicembre del 1911. In questo caso la comitiva di cicloturisti era composta da 23 atleti, sempre ultraquarantenni e di diverse professioni, tra cui Marco Argenziano, Paolo Cecoro, Domenico Lucenteforte e tant’altri. Scalato il Gargano, raggiunto San Giovanni Rotondo, rifocillati e “rimessi a nuovo” i 23 cicloturisti si erano raccolti in preghiera sulla tomba del Frate dalla Stimmate prima di rientrare in Molise sul pulmino navetta al seguito. Oggi quindi Mortirolo e Stelvio, come a concludere una sorta di insolito Giro d’Italia tutto venafrano.

 

Tonino Atella

 

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