VENAFRO – Bellezze, attrattive, ma anche delusioni per turisti e visitatori in giro per Venafro

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VENAFRO – Tempo d’estate, tempo di nuove conoscenze e di nuovi centri da visitare. Tra questi a pieno titolo anche Venafro, alla luce della sua storia ultramillenaria, dell’arte architettonica che racchiude e dell’ambiente naturale che la caratterizza, facendo eco del suo nome e dell’immagine. Tanti i motivi di attrazione ed interesse, altrettante le presenze forestiere, ma purtroppo diversi anche i motivi di delusione e contrarietà per quanti visitano la città girandola in lungo e in largo. Partiamo dai biglietti positivi che il quarto centro del Molise presenta ad ospiti, turisti e visitatori : la stupenda Venere, statua marmorea di epoca romana che è il fiore all’occhiello del ricco Museo Nazionale di Santa Chiara, quindi l’imponente Castello Pandone coi suoi magnifici cavalli a rilievo sulle pareti e la Pinacoteca Nazionale all’interno, l’area delle acque sorgive col civettuolo laghetto, la storica fonte delle Quattro Cannelle e la Fontana della Regina nei pressi, poi ancora il suggestivo centro storico impreziosito dalla più bella chiesa barocca del Molise, la SS.ma Annunziata, i monumentali palazzi gentilizi, sino al ricco patrimonio di arte, storia e cultura del mondo religioso  che va dalle testimonianze della presenza in città di San Padre Pio nel 1911 all’importante Cattedrale con la sua preziosissima Porta Santa, unica in regione. A mò di conclusione, ma non certo perché di minore importanza, da segnalare infine Teatro Romano di S. Aniello e Verlasce, strutture antiche che testimoniano storia ed importanza della città nel corso dei secoli. “C’é tanto da visitare -si dirà- e tale sommario elenco ne è la conferma”. Certo, ci mancherebbe, ma doverosamente va detto che non è tutto oro ciò che luccica a Venafro in fatto di testimonianze del passato da presentare a turista e studioso quali motivi di attrazione. Ad attestarlo sono i diretti interessati, ossia forestieri ed ospiti che in questo periodo girano per la città. “E’ attraente e particolare il vostro centro -riferiva giorni addietro un gruppo di turisti mentre si dissetavano ad un bar del centro dopo ore di osservazioni, giri e scatti fotografici- che è come una ideale passeggiata nella storia. E’ ricco di arte, di architettura, di testimonianze e di vita vissuta. E’ bella Venafro, ma lasciate dire che ci sono anche risvolti negativi della medaglia”. In particolare quali, è stato loro chiesto ? “Lo sbarramento della passeggiata storico/archeologica a monte dell’abitato con la chiusura di via Mura Ciclopiche è una cosa incredibile, così come sono assurde le chiusure del Teatro Romano e del Verlasce, che non si possono visitare sbarrati come sono. Altrettanto inconcepibile è la bruttura della cadente e rovinatissima parete dell’ex caserma dei carabinieri di piazza Merola a San Francesco : una cosa inaudita ! Una piazza particolarissima, rovinata dal pietoso stato di quell’edificio. Infine l’area delle acque sorgive, tra le maggiori attrattive della città, rovinata dalla pessima tenuta del lavatoio comunale che è strutturalmente bello ma inaccessibile ed impraticabile per le consistenti infiltrazioni d’acqua. Ecco abbiamo visitato un centro con tantissima storia ed altrettante potenzialità, ma in molti casi mal tenuto !”. Purtroppo è l’esatta verità !

 

Tonino Atella

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