ISERNIA – Estremismo islamico, raffica di controlli presso strutture ricettive ed esercizi pubblici

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ISERNIA – Nella giornata di ieri 26 agosto, come da specifica direttiva del Capo della Polizia, sono stati effettuati mirati servizi di controllo presso strutture ricettive ed esercizi pubblici, con particolare riguardo agli “Internet Point” ed ai luoghi di aggregazione di soggetti potenzialmente contigui all’estremismo islamico.

I controlli coordinati, in questo capoluogo,  dalla Questura di Isernia, in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Sezione di Polizia Postale  sono stati effettuati presso  6 agenzie di “Money Transfer” oltre che nei luoghi pubblici in cui sono attive reti libere “Wi.Fi” e negli esercizi commerciali ubicati presso le strutture ricettive per gli immigrati.

Nel corso di tali servizi sono stati altresì effettuati 55 posti di controllo, identificate 430 persone, alcuni con pregiudizi di polizia, controllati 255 veicoli ed elevate 65 contravvenzioni al Codice della Strada con contestuale ritiro di 5 documenti di circolazione.

In particolare i poliziotti della Squadra Volante hanno fermato in questo centro cittadino un motociclo guidato da S.G. di anni 59  apparso subito in evidente stato di ebbrezza, come è poi risultato  all’”alcool test” tramite etilometro; pertanto il motociclo veniva sottoposto a sequestro e il conducente veniva deferito all’A.G. per il reato di  “Guida sotto l’influenza dell’alcool”.

Nell’ambito dell’attività di prevenzione il Questore di Isernia, Dr. Vincenzo Vuono, ha emesso quattro provvedimenti di “Avviso Orale” nei confronti di altrettante persone residenti in questa provincia, tutte con precedenti penali a carico,  che, sulla base di elementi di fatto ed in virtù del loro comportamento, sono state ritenute pericolose per la pubblica sicurezza.

La locale Sezione di Polizia Postale, infine, al termine di indagini ha denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, il cittadino italiano P.P. di anni 29, residente fuori regione, che, con le ormai note modalità, aveva posto in vendita su un noto sito di e-commerce un telefonino smartphone di ultima generazione ad un prezzo apparentemente conveniente. Lo stesso, dopo aver ricevuto il pagamento del compenso, di Euro 200,00, da parte della vittima che aveva provveduto a ricaricargli un carta prepagata, si è reso irreperibile senza, ovviamente, consegnare la merce.

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