VENAFRO – Chiudono le botteghe che hanno fatto la storia della città. Il 90enne Pasquale Notte è stato uno degli ultimi artigiani

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VENAFRO – Un tempo, chiusa la scuola il 13 giugno -giorno topico per la fine dell’anno scolastico e delle lezioni, che iniziavano puntualmente per tutti il 1° ottobre, senza dilazioni, slittamenti o differenzazioni di sorta- già dall’indomani fanciulli e ragazzi delle classi popolari andavano i maschietti “ ra’ i’ muast’ “ (dal maestro artigiano) ad apprendere un mestiere e le femminucce dalla sarta o dalla ricamatrice del vicinato ad imparare a cucire e ricamare. Nei giorni precedenti le mamme o i papà avevano “fatto la strada” ai loro figli, andando a parlare con l’artigiano, con la sartina o con la ricamatrice perché prendessero i loro figli o le figlie, ovviamente senza impegnarsi ad alcun compenso ma solo con eventuale e modesta regalia settimanale o addirittura finale … sotto forma di gelato, gassosa o altra leccornia per la gola. Ed era esattamente da quella sarta, da quell’altra ricamatrice o dal maestro artigiano che il fanciullo e la fanciulla apprendevano i primi rudimenti della migliore manualità, avviandosi a loro volta a diventare da grandi dei bravi ed ottimi artigiani attraverso arte, lavoro e mestiere con cui vivere e mettere su famiglia. Tanti gli eccezionali esempi di validissimi artigiani che hanno fatto la storia recente e passata del nostro territorio, arricchendo la vita di paese con la loro maestria artigianale. Sarte e ricamatrici certosine ed indimenticabili, così come fabbri, calzolai, sarti, barbieri, meccanici, arrotini, maniscalchi ect. che hanno scritto pagine indimenticabili di lavoro e di saggezza popolare. Ricordarli tutti sarebbe impresa improba ed infinita meritando ognuno/a la doverosa citazione, per cui ne citiamo solo alcuni, indimenticabili alla pari di tutti gli altri : il fabbro Nicola, artigiano inarrivabile, Rosaria, la sarta impeccabile, Gino, il barbiere precisissimo, persone oggi scomparse, e chiudiamo con Pasquale Notte, vivente, quasi 90enne e meccanico come pochi. Solo da qualche mese il nostro ha chiuso la propria bottega dove aggiustava moto, motorini, motocarri e biciclette assieme al figlio Giovanni avviato allo stesso mestiere e dove negli ultimi tempi addirittura assemblava biciclette perfettamente funzionanti ricavandole da pezzi di bici in disuso. “C’è crisi -usava affermare l’anziano artigiano che, giusto il tempo di un rapido saluto a chi passava per strada e lo chiamava, e subito si rituffava anima e corpo nel proprio mestiere fischiettando soddisfatto e sereno- e bisogna adeguarsi ai tempi. Oltretutto a me piace lavorare e mi diverto a creare biciclette originali ed efficientissime. La clientela apprezza, per cui continuerò a farlo”. Dopodiché smetteva quanto stava facendo per riparare la gomma della bici che gli aveva portato il ragazzino o per cambiare freni e candele al motocarro del contadino suo amico o per altra incombenza della bottega. Così trascorreva le giornate il buon Pasquale, marito, padre, nonno ed artigiano che Venafro continuerà a ricordare oggi che la sua bottega ha abbassato la saracinesca. Ed allora buon riposo e tanta meritata serenità, carissimo Pasquale, e grazie per tutto quanto hai dato !

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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