MACCHIAGODENA – Minoranza sul piede di guerra: “L’amministrazione Ciccone allo sbando”

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MACCHIAGODENA – “L’amministrazione Ciccone allo sbando”.  Duro l’attacco dei consiglieri di minoranza al Comune di Macchiagodena Agata Midea e Maurizio D’Itri, nei confronti del primo cittadino. Sotto accusa anche il bilancio di previsione, “vuoto – a loro dire – di progetti e di idee”. Il loro disappunto è stato messo nero su bianco e diffuso nel comunicato stampa che segue:

Nell’ultimo consiglio comunale convocato a seguito della diffida che, per quanto riferito dal sindaco Felice Ciccone, sarebbe pervenuta a causa di un mero errore dalla Prefettura, la minoranza non esita a dimostrare la totale distanza dai metodi, dalla forma e dallo stile improvvisati della maggioranza.

I consiglieri Agata Midea e Maurizio D’Itri, non perdono l’occasione per denunciare come  la superficialità nell’esercizio amministrativo iniziato un anno e mezzo fa, sta riducendo Macchiagodena ad un paese in “liquidazione”.

In merito al bilancio di previsione dichiarano:

“Lo scorso novembre, durante la seduta di consiglio prevista per  l’approvazione del bilancio consuntivo, il Sindaco e la giunta si impegnavano per il 2015 ad adottare uno strumento guida  comprensibile e snello, in tempi quantomeno ragionevoli (idealmente fissati per  la primavera 2015), volto alla socializzazione, alla condivisione dei programmi ed alla definizione di azioni concrete per la svolta ed il rilancio del Paese.

I consiglieri dichiarano che “ il sindaco Ciccone DICE ma NON FA. Appare del tutto evidente che la gestione provvisoria, già criticata l’anno passato, è l’azione prediletta da questa amministrazione!”

“Non c’è stata alcuna volontà del Sindaco e della giunta (continuano i consiglieri ), di socializzare l’elaborato di bilancio preventivo né con il consiglio né con la commissione bilancio né con la cittadinanza, in barba al tanto sbandierato “bilancio partecipato” di cui il sindaco si riempiva la bocca in campagna elettorale.

 “Ricordiamo altresì”, precisano i consiglieri di minoranza, “che il nostro gruppo ha avanzato proposte costruttive che il Sindaco si è impegnato formalmente a valutare ed adottare per l’anno 2015 in quanto valide nei contenuti (dopo averle rigettate per un cavillo lo scorso novembre) ed in merito alle quali, però, non si è più saputo nulla. Noi aspettiamo ancora una risposta a quella proposta di emendamenti che è l’inizio di un percorso di uscita dallo stallo e dal degrado economico in cui verte il PAESE.

La verità è che il bilancio previsionale anche quest’anno risulta essere vuoto di idee, di strategie e di visione. Resta un adempimento formale che avviene dietro diffida, privo di strategie che guardano alle opportunità economiche che ci vengono offerte anche dall’Europa oltre che da un esercizio amministrativo consapevole.

Le uniche certezze evidenti nel documento sono:

– l’aumento dell’addizionale IRPEF a partire dal 2015;

– la TASI fissata al 2,2×1000 -quasi al massimo previsto per legge-;

– la TARI che anche per il 2015 non accenna a diminuire nonostante i cittadini abbiano iniziato la differenziazione dei rifiuti;

– il canone fisso sulle forniture di acqua che non sarà abbattuto neanche per il 2015 nonostante l’impegno preso dal Sindaco su pressione della minoranza;

– un disavanzo tecnico di €. 466.000 che i cittadini di Macchiagodena dovranno pagare per i prossimi 30 anni;

– la predominanza di attività di “copia-incolla” nella pseudo redazione delle azioni strategiche per il territorio (lavori pubblici ed attività produttive – piano regolatore – economia e finanza – organizzazione amministrativa- agricoltura e turismo).

I consiglieri Midea e D’Itri aggiungono: “oltre a ciò, per la prima volta nella recente storia di gestione del nostro comune, l’Ente è in ritardo con il pagamento degli stipendi dei suoi dipendenti.”

Midea e D’Itri in rappresentanza del gruppo politico “Uniti per Ripartire” non mancano di sottolineare come in occasione della presenza a Macchiagodena dell’ex Ministro Massimo Bray, il sindaco abbia fatto passare la restituzione delle chiavi del castello dalla Regione al Comune per un periodo di 20 giorni in una concessione in comodato d’uso ventennale. Il sindaco basa la sua propaganda su cose di fatto non vere: le chiavi del castello, dichiarato non agibile, sono state richieste dal sindaco e concesse dalla Regione (proprietaria del maniero) fino al 31 agosto 2015 e non per 20 anni come impropriamente divulgato dal primo cittadino.

La gestione delle attività turistiche promozionali e di accoglienza per il territorio, nei fatti inesistente, sembra limitarsi al passaggio delle chiavi. Il che fa sorridere i tanti cittadini che nel frattempo hanno visto annullare, il giorno prima del suo inizio, l’unico evento previsto nel meraviglioso Borgo del Paese ai piedi del castello per ragioni che restano ancora sconosciute a tanti.

A Macchiagodena le minoranze, che rappresentano i 2/3 dei consensi nel paese, hanno, per quanto risulta dagli atti, espresso il proprio voto contrario al bilancio previsionale annuale e triennale convenendo sulla scarsa azione programmatica ed amministrativa del gruppo di governo.

D’Itri e Midea hanno chiesto se era questo il cambiamento pensato per il paese? I cittadini restano attoniti e delusi delle promesse da marinaio del Rag. Ciccone e dallo stile fiaba di Collodi di cui ricordano un tratto: “le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito: hanno il naso lungo e le gambe corte”.

Pertanto concludono “Che il Sindaco Rag. Ciccone profonda meno energie per realizzare propaganda fumosa e di facciata e si impegni in atti concreti a favore della comunità; rinunci cioè alla spasmodica ricerca di notorietà personale e spenda le sue risorse a programmare una azione amministrativa determinata, chiara, trasparente e concreta per il futuro di Macchiagodena. Getti la maschera e chiuda il libro delle favole; faccia appello al senso di responsabilità e di lealtà verso la comunità!”

Fonte: gruppo consiliare “Uniti per ripartire”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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