ISERNIA – La linea Roma/Campobasso come l’Arca di “Non è”, la dura lettera di Perriera a Nagni e Frattura: “Molisani trattati come bestie”

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ISERNIA – Nuova lettera aperta del tenace Ivan Perriera, presidente dell’Isernia Camper Club. Anche stavolta si rivolge all’assessore Pierpaolo Nagni ed allo stesso presidente Paolo Frattura, denunciando quanto di vergognoso ogni giorno accade alla stazione Termini di Roma, a danno dei pendoari molisani: Facile presagire che anche questa volta l’appello di Perriera cadrà nel vuoto:

“Cari Assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni e Presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura, ieri, presso la stazione Termini, voi non lo sapete ma siamo stati insieme. Siamo stati insieme, pensandovi intensamente mentre, e non con l’affetto che si deve agli amici, con tutti gli altri “animali” molisani che aspettavamo di sapere da quale porta poter entrare sul treno per Campobasso delle 14,37, che a me piace chiamare l’Arca di “Non è”.
Infatti, mentre tutti gli altri “animali” sapevano perfettamente dove dovevano imbarcarsi per tutte le altre destinazioni, i dimenticati “animali” molisani, attendevano nervosamente, e come al solito, che anche loro, come tutte le altre creature di Dio, potessero sapere da quale porta entrare nell’Arca di “Non è”.
E l’attesa, sempre più lunga, cominciava a fare spazientire gli “animali” di taglia maggiore (senza dubbio meno veloci degli altri) e quelli di avanzata età (meno agili dei loro simili capaci ancora di “sgambettare” come gazzelle”).
Allora, per farvi meglio comprendere quanto possa essere brutto attendere l’Arca sul “monte” Termini, vi ho fatto una foto per ogni momento di quest’assurda operazione d’imbarco riservata solo alla nostra regione (sì, perchè in quel tabellone, anche se non si vedono i vostri volti, c’eravate voi quali Assessore ai trasporti e Presidente della regione di noi “animali” molisani ed era a voi che venivano indirizzati i commenti di TUTTI gli “animali” in attesa).
Ma poi, finalmente, dall’alto, la voce del nostro Dio ferroviario, alle 14,23.50” ha mandato il tanto sospirato messaggio per la porta d’imbarco dell’Arca di “Non c’è” : Binario 20bis posto, come tutti sanno, a 800 m. da percorrere (quasi come Mennea) in 13 minuti netti.
A questo punto comincia la corsa lungo le coste degli altri binari vuoti (20 e 21) per raggiungere prima degli altri “animali” più grossi e anziani per assicurarsi un posto sull’Arca che “Non c’è”, con sorpassi dei più lenti “pachiderma” e più impacciati, e carichi di valige, anziani e le mamme con i loro “cuccioli” altrettanto lenti. UNA VERGOGNA MORTIFICANTE per tutto il Molise.
Finalmente giunti al binario ecco la sorpresa: L’Arca di “Non è”, NON C’E’. Così la vergognosa corsa ad ostacoli si trasforma in gomitate “amichevoli” per salire sull’Arca di “Non è” quando, finalmente, “l’Arca” è arrivata.
Ora, voi vi chiederete perchè ho scritto in questo mio lungo commento. l’Arca di “Non è”. E’ semplice, ho scritto così perchè quello che utilizziamo per tornare a casa, in Molise, NON E’ l’Arca di Noè, ma un treno come quello che prendono tutti i cittadini DEL MONDO e che come tutti i cittadini del MONDO anche quelli molisani (e non “animali” come pensate voi che siano) devono avere gli stessi diritti degli altri.
Devono avere la conferma in tempo, visto che ormai il 20 bis è il nostro binario, che quello è effettivamente il binario dal quale parte il treno; se non altro per permettere ai cittadini di stazza maggiore, più carichi di bagagli, anziani, donne in gravidanza e coppie con bambini, di potersi avviare anzitempo, con calma, per raggiungere il loro treno (perchè lì l’Arca NON C’E’) e salire a bordo per potersi riposare dopo il lungo tragitto a piedi.
E sì, perchè se succede come ieri che il treno non c’èra, dove si possono riposare gli “animali” molisani visto che sul 20 bis non ci sono nemmeno delle panchine?
Io non smetterò mai di segnalarvi quello che già sapete e per questo, ancora una volta, caro Pierpaolo, ti invito a inoltrare questa oltraggiosa situazione alle Ferrovie romane per cercare di limitare i danni senza subire la più insopportabile beffa di dover attendere la comunicazione del maledetto binario 20/bis”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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