CAMPOBASSO – Emilio Izzo tuona contro Frattura e la “casta”: “Diteci di quale morte dobbiamo morire in Molise”

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CAMPOBASSO – Eppure qualcuno prima o poi dovrà dirci di quale morte dobbiamo morire in Molise! Terra bellissima, meravigliosa, attaccata dallo stato centrale che ne sta causando lo smembramento, la cancellazione, l’annullamento, senza che i cosiddetti sudditi di Renzi muovano un dito! Fra questi spicca meravigliosamente il mega, ultra, inimitabile, l’eccellenza massima, sua santità, il governatore Frattura! Ed altri piccoli, piccoli, intorno al celeste satellite guida! Quello che accade in regione è sotto gli occhi di tutti, popolo e magistratura. Dai privilegi spropositati votati a proprio favore di notte, per non incorrere nelle vibranti proteste dei cittadini, al lavoro che c’era ed è stato tolto, dagli ospedali pubblici evaporati a causa di studiate assenze ai tavoli romani, alla protezione civile smembrata alla vigilia di disastri solo in parte naturali, da attività industriali fiore all’occhiello del made in Italy, a cimiteri lugubri privi persino di custodi, da oscene centrali a biomasse molto ma molto familiari, a richieste di risarcimenti milionari a danno della collettività, da ridicole e fantomatiche metropolitane leggere, a trasporti da terzo e quarto mondo, da Biocom inquinanti e mai realizzate, a sparizione di fondi pubblici senza risposte, da gradevoli ed efficienti ville o pezzi di appartamento di altri, a ville o pezzi di appartamento proprie e devastate come d’incanto, l’elenco potrebbe allungarsi all’infinito. Per esempio, da indagini a proprio carico, a fango sugli altri, da possibili ed auspicabili rinvii a giudizio, ad archiviazioni già note ai pochi in tempi molto sospetti, da parenti che indagano, a parenti indagati, da magistrati integerrimi a magistrati esautorati ed allontanati. Quello che accade è talmente evidente che la procura di Campobasso non sembra (salvo smentite dell’ultima ora) accorgersene. Siamo ancora in attesa di sapere come mai il magistrato Papa non ricopra il suo ruolo di sostituto procuratore presso il tribunale di Campobasso e non ritorni in possesso delle indagini che stava svolgendo con serietà come sempre aveva fatto! Ma è talmente evidente che non può non saperlo il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini che dovrà cimentarsi il giorno 26 ottobre c.a. alle ore 9.30 presso l’auditorium dell’istituto M.Pagano di Campobasso sul tema “Legalità e nuove generazioni”, avendo come relatore al suo fianco nientemeno che il presidente Frattura, persona oggetto di attenzioni di diverse inchieste o, per essere più chiari, come asserito da lui stesso, “indagato” da diverse procure, delle quali ancora non si conoscono le risultanze! Eccellente presidente Legnini, noi tutto questo lo troviamo abbastanza fuori luogo per lei e per questi giovani studenti che magari meriterebbero migliori figure da seguire ed imitare. Presidente, lei deve sapere che il Comitato per l’Impeachment-dimissioni per Frattura, nasce principalmente per denunciare le bugie documentate dette in diverse occasioni dal governatore Frattura, nasce per chiedere le sue dimissioni e non certamente per vederlo sedere al suo fianco per erudirci su come si interpreti la legalità! O forse sì, visto che in regione la legalità si interpreta appunto, non si applica! Ma poi ci sarebbe un concetto più nobile, quello della giustizia, quello che dovrebbe andare di pari passo con la legalità ma che ha trovato terreno inquinato in questa nazione e che in regione ne rappresenta l’humus più congeniale. Quella giustizia più volte invocata e sempre strozzata in gola ai cittadini onesti e di buona volontà! Quella giustizia tanto distante dalla legalità, dalle regole e da un prassi non più consolidata, da vedere sempre più corpose masse di uomini e donne disposti a scendere in strada per chiederne il rispetto! Dispiace anche per l’ottimo magistrato Di Ruzza, anche egli al tavolo dei relatori con persone che nulla possono insegnare in questo campo, persone che prima devono chiarire la loro posizione. Del tema trattato, si evince da un articolo di stampa, che sarà un “laboratorio di confronto aperto sul tema (della legalità) rivolto alle scuole, alle istituzioni e alla società civile”. Egregi ospiti, le scuole ci saranno pure, ma le istituzioni le vediamo mal rappresentate e la società civile nemmeno è stata contattata né invitata, dunque quale sarà il confronto, dove trovare uno spiraglio per un contraddittorio utile alla ricerca di quella legalità, di quella giustizia che stanno perdendo inesorabilmente il loro ruolo e significato stante la loro non applicazione nella vita quotidiana? E che non ci sia più traccia di questi due concetti nella società, non solo è evidente, ma la loro acclarata deriva pericolosa si sta cercando di recuperarla relazionando nelle scuole, altrimenti perché allarmarsi così tanto se tutto viaggia nei canali istituzionali e costituzionali?! Ma per fare un buon servizio ai giovani studenti, non ci si può presentare con persone oggetto di particolari indagini, noi cercheremo di ricordarlo a tutti, lo faremo davanti al palazzo visto che all’interno manca il confronto, la possibilità di portare un contributo di conoscenze e fatti e visto anche che, di dare ai giovani un esempio di volgarità intellettuale, non appartiene al nostro bagaglio culturale. Ai magistrati menzionati ci sentiamo di dire che il loro specchiato percorso non merita questa tappa,  che una loro presenza in tale circostanza e per le cose dette sarebbe da evitare, magari cercando occasioni per rilanciare realmente la legalità e la giustizia, per esempio, ma solo per esempio, un dibattito nel quale si possa capire perché un magistrato venga rimosso senza che ci sia legalità e giustizia! Interessante! O magari un messaggio più importante ed incisivo di qualsiasi convegno, un messaggio chiaro ed a lettere cubitali dove, persone così importanti come voi, dicano senza indugio che il tribunale di Larino non si tocca, non si toccano i magistrati che li lavorano seriamente e che gli vanno riconosciuti meriti e capacità dando loro quelle unità lavorative indispensabili per garantire quel percorso di legalità e giustizia caro a voi quanto a noi. Ovviamente noi ribadiamo che lunedì 26 ottobre 2015, dalle ore 9.00, saremo davanti al M. Pagano per ribadire a Frattura che quella discussione non gli appartiene e per spiegare alla gente e ai cronisti le ragioni più specifiche della nostra presenza. E ancora una volta chiedo: chi ci sarà a difendere il nostro futuro di libertà, giustizia ed uguaglianza?!

Emilio Izzo

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