ISERNIA – Il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, si esprime in favore della fusione tra Molise e Abruzzo. Emilio Izzo si indigna: “E’ una ingerenza!”

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ISERNIA – Intervenendo ad un incontro con gli studenti molisani a Campobasso, il vicepresidente del Csm, l’abruzzese Giovanni Legnini, ha dichiarato: ‘‘Io sono tra coloro che pensano che Abruzzo e Molise prima si rimettono insieme e meglio è per tutte e due le regioni. Di questo sono assolutamente convinto. Magari tutto deve avvenire nel contesto di una riforma dell’assetto del numero delle regioni in senso riduttivo, riforma che io, da cittadino, oggi auspico fortemente’‘. Tali affermazioni non sono piaciute all’isernino Emilio Izzo, che ha così replicato: 

E’ proprio vero, quando c’è da stare zitti, non esiste ruolo che tenga, tacere al momento giusto! Oppure parlare al momento giusto! E Lei, dott. Legnini, non ha avuto né la delicatezza, né il rispetto, né l’umiltà per rientrare nell’uno come nell’altro momento! Ha avuto la possibilità, non concessa a tutti i comuni mortali (ma si sa, Lei comune non è), di poter operare dall’alto del suo ruolo nel massimo del senso civico, della giustizia e non l’ha fatto, qualunque sia il motivo, non ha inteso mettere in pratica la saggezza dei nostri avi, per intenderci, quella non più in uso in tempi come i nostri dove l’importante è il potere, l’arroganza, l’arrivare, dove invece sarebbe bastato dare risposte dovute a cortesi e contestuali domande e soprassedere a commenti non richiesti. Insomma, per intenderci senza ulteriori giri di parole e preamboli troppo farraginosi, Lei partecipando ad un convegno sulla legalità (che purtroppo non è proprio come dire giustizia), ha incredibilmente eluso la domanda di un cronista che, visto l’argomento pertinente, Le chiedeva se era a conoscenza del fatto che, al tavolo dei relatori era seduto anche il presidente della regione Molise, Frattura, il quale, per sua stessa ammissione, risultava essere indagato per alcune questioni. Ha eluso dicendo: ”non mi occupo di queste cose”! Se si fosse parlato di giustizia (e così purtroppo non era), avrei anche capito il suo rifiuto ma, trattandosi di legalità, forse una risposta era dovuta! O no?! Ma Lei è andato decisamente oltre! Dopo l’accademia profusa in sala, parole che i ragazzi non ascoltano più dai grandi per motivi che non sto qui a commentare, senza che nessuno Le chiedesse altro che non fosse rispettosamente in tema con la giornata, ha avuto la poca delicatezza di elargire sue considerazioni sul problema dell’esistenza o meno di alcune regioni. “Abruzzo e Molise prima tornano insieme e meglio è”! Mi auguro solo che, a mente fredda, ripensi con un pochino di pudore a cosa si è spinto dott. Legnini! Ma Lei ha dato anche delle motivazioni strettamente tecniche: ”…ero bambino quando si divisero, fu un dramma!”. A me, cittadino che da ragazzo ho assistito e, per quanto possibile, ho partecipato alle lotte per l’ottenimento dell’autonomia regionale, è sembrato francamente troppo e troppo fuori luogo! Ma Lei che ci insegna, da portatore sano, cosa possa causare un trauma subito, come mai non si fa alcuno scrupolo a volerne causare uno collettivo ai pochi, poveri, brutti, sporchi e cattivi trecentomila molisani ai quali augura con un sol colpo di perdere la tanto amata e conquistata autonomia?! Vorrei anche aggiungere, ma questo Lei lo sa bene, che il vero trauma i molisani lo hanno subito quando hanno per troppo tempo voluto annetterli all’Abruzzo sapendo bene di non fare cosa buona e storica. Infatti da bambino, non sapevo, poi, andando a scuola, durante le ore di storia, ho imparato che il Molise con L’Abruzzo c’entra come i cavoli a merenda! Tutt’altra radice, tutt’altra cultura. Tutt’altro è anche  il territorio campano e casertano, che per tanti versi amiamo, al quale altri vorrebbero regalarci con annesse problematiche legate alla camorra! No grazie, stiamo combattendo per conservare i nostri presidi proprio per evitare di essere fagocitati dal malaffare! E allora dott. Legnini, lasciamo alla politica e alle genti il compito di scrivere una nuova storia se così si vorrà, come vede, anche il vice segretario del partito di maggioranza governativa, on. Serracchiani, magari con intenti non proprio idealisti come i miei, in queste ore ha avuto modo di far sapere che la questione macroregioni non è in agenda parlamentare e noi ci auguriamo non lo sia mai! Piuttosto, per tornare in tema e per ritornare alle sue competenze, ci faccia felici, risponda alla domanda del cronista, ci faccia sapere cosa ne pensa del fatto che con Lei a parlare di legalità (non di giustizia, giammai!) ci fosse un presidente indagato e, visto che ci troviamo, ci faccia sapere anche quando vorrà ridare al magistrato, già sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Campobasso, dott. Fabio Papa, il ruolo e le indagini che stava portando con grande onestà intellettuale in porto (e che vedevano coinvolti importanti figure istituzionali), tragicamente impedite da un fantomatico conflitto ambientale! Ne saremo felici e sapremo esserLe grati, almeno fino a quando non vorrà smentire le sue infelici dichiarazioni su Abruzzo e Molise!

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